Quarto Sharing #3

RICERCA E RADICI
Amina Amici & Lucia Palladino

APERTURA PUBBLICA Giovedì 10 Maggio 2018
h 18.00 _ Lavanderia a Vapore, stireria
corso Pastrengo 51, Collegno

entrata libera

 

La ricerca spesso tende temporalmente in avanti, al non ancora conosciuto, a ciò che si scopre seguendo un percorso di serendipità. Durante questa residenza Amina e Lucia riformuleranno il loro percorso di ricerca, analizzando elementi da cui provengono: referenze visive, gestuali e coreografiche, con il fine di affinare metodologie per il futuro.

 

PUNTI FOCALI, connessioni

AMINA AMICI
In questa nuova sessione di Ricerca X, porrò particolare attenzione al rapporto della mia traiettoria coreografica con la musica mettendo in evidenza le scelte e le modalità utilizzate in relazione all’atto corporeo. Immergersi, a piene mani appunto, nell’analisi di un dato brano musicale per trarne ispirazione compositiva, come spesso mi accade con lo stesso corpo anatomico.
Un nuovo punto focale di sperimentazione delle mie modalità di lavoro.

 

WHAT IS THERE?

LUCIA PALLADINO
Nell’ambito del processo di ricerca creativa dell’anno 2016-2017 ho focalizzato il lavoro sulle procedure di creazione e la metodologia. Mi sono osservata osservare.
Ho riconosciuto le radici della mia posizione artistica, da dove vengo, e i modi in cui queste radici si fondono in una nuova pianta, una mappa attraverso la quale traduco la realtà.
Nel 2018 a Ricerca X riprenderò il progetto Augenblickgott, che sto svilppando assieme a Piero Ramella. Il nostro lavoro sarà incentrato sulla parola, sul suo corpo e sulla traduzione di questo corpo in movimento.

 

 

per maggiori info:
PUNTI FOCALI, connessioni
di Amina Amici
WHAT IS THERE? di Lucia Palladino

 

per partecipare è possibile scrivere a
ricercaxinfo@gmail.com 
sharedtrainingtorino@gmail.com

in collaborazione con 
shared training torino

Terzo Sharing #3

Pratiche reversibili :
Corpo Poligrafo + Resting Practice

Giovedì 12 aprile 2018
h 18 _ Lavanderia a Vapore, corso Pastrengo 51, Collegno

entrata libera

 

Come le pratiche corporee informano le scritture coreografiche? Questa è la domanda che verrà indagata durante la terza residenza di Workspace Research & Dramaturgy con Cinzia Sità e Donatella Morrone Mea Morris.

Silenzio.
Pensiero. Forma.
Punto.
Astrazione materica. Concentricità.
Forme udibili. Visibili.

Riposo-Respiro-Risonanze
Contatto Radici-Liberare orientamenti
Sui Pieni e Sui Vuoti.

Per Scrivere e Leggere, attraverso il corpo, asimmetrie sparse

 

willin’_resting practice di Cinzia Sità
Punto, linea, superfice di Donatella Morrone

 

per maggiori info:
Donatella Morrone :: web
Cinzia Sità :: web

Secondo Sharing #3

Désir Mimétique + // Couchscore

Giovedì 8 febbraio 2018
h 18 _ Lavanderia a Vapore, corso Pastrengo 51, Collegno

entrata libera

quellocheproponiamosonoaspettidellacontemporaneitàmaanchedellaspecificitàdelpassatoedelGESTOedellattenzionechesiconcentranosuunlinguaggioelaboratograzieadunaattentaOSSERVAZIONEdiriferimentinoncasualimaestremamentespecificiconquestiriferimentiabbiamodecisodistipulareconvoiunCONTATTOalfinediportarvidentrounCODICElinguisticocheilgestopuòprodurreoggiedomanimaancheieriilDESIDERIOditrasmissionedellinguaggioSIMULTANEOdelcodicecontemporaneodellaTECNOLOGIAdelcorpoattraversoilvideoelawebcamdescriveunFRAMEtracciandogestitradanzaenondanzaindicazionicoreograficheediletturavisivadelmovimentoilBALLOcontemporaneomanipiedistradadettagliocampolargovicinolontanopercorsocopiaASSENZAseguireincollandoscollandomanostretchseguinontiperdereascoltagiratinellospaziomoltogranderiduciilflussodettaglioZOOMvelocità32lentezzanomaperchétestetestotestosteroneballettodipechinoquiquidquoquapaperonehicetnuncohmygodcarpediemsaltaJUMPnonmollaremainevergiveupalloraorasiamoviaperchécredosentonontiperderemaliberalamenteeilcorpozenzoomzumbapasodobleoplàyineyangtaichilatinoclassicojazzfunkbeatboxjujuonthatbeatjujuonthatbeatjujuonthatjujuonthatjujuonthatbeat

Désir Mimétique di Jacopo Jenna
//Couchscore di Francesco Dalmasso, Elisa D’Amico, Alessio Mazzaro

per maggiori info:
Jacopo Jenna: jacopoj.it
Francesco Dalmasso: youtube

Primo Sharing #3

Giovedì 25 gennaio 2018
h 18 _ Lavanderia a Vapore, corso Pastrengo 51, Collegno
h 20.30 _ Clog, Via Giulia di Barolo 13, Torino

entrata libera

Workspace Ricerca X apre le porte al processo di ricerca di Ambra Pittoni e Sara Manente.
Un paesaggio democratico che include tecnologie malvagie, fermentazioni selvagge, performatività inefficaci e lavoro inoperoso. Introdotto da una foresta, l’esubero in dispersione culminerà in una lettera d’amore seriale.

Giovedì 25, ore 18 alla Lavanderia a Vapore di Collegno incorporeremo una ricerca ingovernabile, trasferiremo il suo disordine in centro città, sempre giovedì 25, a Torino da Clog, alle ore 20.30 dove articoleremo uno spazio più discorsivo e affettivo.

 

per maggiori info:
Sara Manente: https://saramanente.weebly.com/
Ambra Pittoni: http://www.ambrapittoni.com/

RE:SEARCH_ LANDSCAPE OF PRACTICES

Sabato 27 e domenica 28 Maggio 2017
Lavanderia a Vapore
Corso Pastrengo, 51 – Collegno (To)

a cura di Workspace Ricerca X
con il sostegno di Fondazione Piemonte dal Vivo

*evento realizzato da Workspace Ricerca X nell’ambito del progetto Residenze Coreografiche Lavanderia a Vapore 3.0/ Piemonte dal Vivo

LANDSCAPE OF PRACTICES si propone come un simposio sulla ricerca artistica per spettatori e ricercatori. Prima dell’idea di spettacolo come prodotto finito, ma oltre il concetto di work in progress o studio preliminare, il simposio vuole essere una finestra sulla bottega interiore degli artisti, attraverso cui gli spettatori sono invitati a sbirciare. Un paesaggio, appunto, di pratiche artistiche a cui affacciarsi con sguardo aperto e curioso, in un dialogo da cui trarre, ma anche donare, spunti e conoscenza. Attraverso i tre focus si invita a partecipare ad una riflessione pratico-teorico sulla ricerca artistica.

PROGRAMMA
SABATO 27 MAGGIO

# RESEARCH ENVIRONMENT: gli ambienti di ricerca sono luoghi “complessi” dove prendono forma processi non lineari. Quali sono le tipologie di conoscenza che emergono da essi?

h. 16.00 – 19.00

INCONTRI CON LE PRATICHE ARTISTICHE DI:
Sara Manente “Spectacle #2,5” _ indaga la relazione tra danza e linguaggio dal punto di vista economico, poetico e performativo
Lucia Palladino (+ Alice Ruggeri)
“What is real? studio per “come il cane con il suo padrone”, sul desiderio come etimologia delle cose”_ una ricerca sulla composizione in tempo reale e sulle mappe di rappresentazione della realtà
Amina Amici (+ Cinzia Sità, Francesca Cinalli) “Istinti tradotti” _ attraverso il ruolo delle mani come strumento di trasmissione

TALK
Comunità di pratiche e conoscenza tacita
Carlo Salone
(professore di Sviluppo Territoriale presso il DIST, Università di Torino)

DOMENICA 28 MAGGIO

# TACIT KNOWLEDGE: la conoscenza tacita è una conoscenza non ancora codificata. Qual’è la relazione tra ricerca artistica e conoscenza tacita? Quali sono le forme di conoscenza che derivano dalle pratiche artistiche legate al corpo e alla performatività?

h. 12.00 – 16.00

INCONTRI CON LE PRATICHE ARTISTICHE DI:
Donatella Morrone “P.L.S. /Punto, Linea, superficie.” _ un’indagine sui concetti basilari dello spazio sulla scorta di Kandinskij
Francesco Collavino “Catastrofe” _ come elemento (anche creativo) di cambiamento
Claudia Adragna “How much? Quanto costa” _ una relazione fra utile, inutile e vendibile
Francesca Antonino “Apollo13” _ il tempo come materia di indagine: come un luogo del corpo, come principio di qualità del gesto

# ARTISTIC RESEARCH AND MATERIALS: i materiali sono quello che viene “trovato” durante la traiettoria della ricerca. Cosa produce ulteriormente il rapporto tra i materiali di ricerca e il ricercatore?

h. 16.30 – 19.00

Margherita Landi “World behind us :: Duet edition” _ sulla sincronicità junghiana
Dario La Stella (+ Valentina Solinas) “Homo Spatium” _ la relazione tra spazi, confini e identità
Francesco Dalmasso (+ Elisa D’Amico, Alessio Mazzaro) “// Couchscore – a distance investigation on writing and trasmitting scores” _studio sulla simultaneità e dialettica assenza/presenza con un divano e una video chat

TALK
Ricerca artistica e ricerca scientifica: materiale, metodo, esperimento
Mario Benassai (fisico nucleare e biofisico lavora in collaborazione con l’agenzia spaziale italiana, europea e la Nasa)

Info e prenotazioni

Il simposio è a ingresso gratuito

e­mail: ricercaxinfo@gmail.com
tel. +39 331 65 27 431

Download Programma
Comunicato Stampa

** Sarà possibile usufruire del servizio bar e ristorazione durante le pause e il pranzo della domenica.

SIMPOSIO RE: SEARCH_ DANCE DRAMATURGY

3 DICEMBRE 2016 dalle 10.00 alle 19.00
Lavanderia a Vapore
Corso Pastrengo, 51 – Collegno (To)

a cura di Anghiari Dance Hub, Workspace Ricerca X
con il sostegno di Fondazione Piemonte dal Vivo
e la collaborazione di Hangar Piemonte e Mosaico Danza

*evento realizzato da Workspace Ricerca X nell’ambito del progetto Residenze Coreografiche Lavanderia a Vapore 3.0/ Piemonte dal Vivo

“We could define the minor dramaturgy as that zone, that structural circle, which lies in and around a performance production. But a production comes alive through its interaction, through its audience, and through what is going on outside its own orbit.
Around the production lies the theatre and around the theatre lies the city and around the city, as far as we can see, lies the whole world and even the sky and all its stars.” – Marianne Van Kerkhoven

All’interno dei cambiamenti politici ed economici dell’ecosistema delle performing arts in cui le pratiche artistiche, le funzioni e le condizioni di lavoro vengono ridefinite, la drammaturgia è osservata come un ambito in espansione per nuove strategie e sfide.

La drammaturgia della danza si sviluppa da differenti prospettive, aree artistiche e contesti istituzionali, come un discorso critico sulle pratiche che intreccia testo e contesto. Considerando la “drammaturgia minore” come il terreno comune dove il processo creativo, i materiali e la struttura interna di un’opera performativa prendono forma, e la “drammaturgia maggiore” come la relazione tra l’opera performativa e il contesto economico e sociale di cui fa parte, si apre un terreno di riflessione sia sullo sviluppo delle pratiche artistiche sia sul più ampio sistema delle politiche culturali. In quali modalità, queste diverse scale, in termini di tendenze artistiche e contesti istituzionali, interagiscono fra di loro?

A tale riguardo il simposio è l’occasione per articolare riflessioni sul ruolo del dramaturg, della funzione drammaturgica e del dramaturgica all’interno dell’attuale contesto delle arti performative e della danza contemporanea incontrando dramaturg, ricercatori e professionisti del settore

Il convegno è a ingresso gratuito
(prenotazione obbligatoria entro il 30 novembre)
E’ prevista la traduzione simultanea.

Info e prenotazioni
e­mail: ricercaxinfo@gmail.com
tel. +39 331 65 27 431

Programma

10.00 Welcome

10.15 Saluti Fondazione Piemonte dal Vivo, Anghiari Dance Hub, Ricerca X Introduzione del programma della giornata a cura di Ricerca X

10.30 Macro Zone 1 – ­ Drammaturgia della danza: caratteristiche e prospettive

10.40 Alessandro Pontremoli “Drammaturgia della danza: un approccio preliminare
11.20 Q&A, respondent Francesca Cinalli

11.40 Breve pausa

11.50 Bart Van Den Eynde “A rehearsal space for the director
12.30 Q&A, respondent Teresa Noronha Feio

13.00 – 14.30 Pausa pranzo

14.30 Stefano Tomassini «Devora libellum» (Apc 10,9): drammaturgia e danza fuori­testo
15.10 Q&A, respondent Cinzia Sità / Elena Pisu

15.30 Guy Cools “Dance dramaturgy as a creative and somatic practice
16.10 Q&A, respondent Ambra Pittoni

16.30 Breve pausa

16.40 Macro Zone 2 – Drammaturgia: applicazioni e sconfinamenti
Introduzione di Carlotta Scioldo “Verso una politica culturale: tra drammaturgia minore e maggiore

16.50 Carlo Salone “Il ruolo dello spazio tra pratiche di conoscenza e conoscenza-­nelle­-pratiche: alcune suggestioni dalle arti performative
17.10 Q&A, respondent Erika Di Crescenzo

17.30 Carlo Salone in discussione con Guy Cools, Bart Van Den Eynde, Alessandro Pontremoli, Stefano Tomassini

21.00 Serata Anticorpi EXPLO: “I am shape, in a shape, doing a Shape” di Barbara Berti e “V I B – vibration in body” di Orlando Izzo
Questi spettacoli sono realizzati nell’ambito della stagione Lets Dance promossa da Piemonte dal Vivo.
Biglietti su Vivaticket.it

ABSTRACT & BIO RELATORI

Alessandro Pontremoli ­ – Drammaturgia della danza: un approccio preliminare
L’intervento proporrà i fondamenti della drammaturgia coreica (dal punto di vista storico e teorico) con riferimento alla tradizione di alcune figure professionali (quali ­ ad esempio ­ il dramaturg o il supervisore esterno) venute precisando il loro ruolo negli ultimi anni anche nel contesto dello spettacolo dal vivo in Italia.

Alessandro Pontremoli è Professore Associato di Discipline dello Spettacolo presso il Corso di Laurea in D.A.M.S. dell’Università degli Studi di Torino, dove ricopre il ruolo di membro del Comitato Scientifico del Centro di Studi “L’Italia del Rinascimento e l’Europa” e dove dal 2003 al 2011 ha diretto il CRUD (Centro Regionale Universitario per la Danza) “Bella Hutter”.
Dall’a.a. 2004/05 è direttore scientifico del Master di I livello in Teatro sociale e di Comunità presso l’Ateneo torinese. Dal 2010 è inoltre membro della Commissione Consultiva Danza del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali.
Fra i suoi volumi: La danza. Storia, teoria, estetica nel Novecento, Roma­Bari, Laterza, 2002; Danza e Rinascimento, Macerara, Ephemeria, 2011 (Premio Pirandello 2015); Elementi di teatro educativo, sociale e di comunità, Torino, UTET, 2015.

Bart Van den Eynde ­ – A rehearsal space for the director / Uno spazio prove per il regista
“La drammaturgia è un processo flessibile. Non ha una formula, non dovrebbe avere ruoli definiti” dice Meg Stuart in un suo testo sulla drammaturgia. Da quello stesso testo ho anche rubato il titolo per questo mio intervento; è la sua descrizione dell’incontro tra coreografo o regista e dramaturg. Partendo dalla mia esperienza personale di dramaturg per la danza e il teatro, userò il termine “situatedness” come punto di partenza per elaborare alcune riflessioni sulla drammaturgia e sulla posizione del dramaturg.

Bart Van den Eynde è dramaturg per la danza e il teatro. Ha lavorato con registi quali (Ivo van Hove, Guy Cassiers, FC Bergman, et al.), coreografi (Meg Stuart, Arco Renz, Lisbeth Gruwez, et al.) e drammaturghi (Simon Stephens, Peter Verhelst, Judith Herzberg, et al.).
Dal 2009 al 2012 è stato direttore artistico e pedagogico di a.pass, Advanced Performance and Scenography Studies, centro di ricerca artistica a livello post­master con base a Brussels (BE).
Dal 2015 è direttore del programma di regia del master di teatro alla Theatre academy a Maastricht (NL), nello stesso anno ha conseguito un ulteriore laurea come mediatore sociale (KULeuven & KHLeuven, BE) e al momento sta concludendo un Master in Psicologia (VUBrussels, BE).

Stefano Tomassini – ­ «Devora libellum» (Apc 10,9): drammaturgia e danza fuori­testo
La mia comprensione del ruolo della drammaturgia per la danza ha spesso dialogato con l’idea di intensificazione e di alleanza del rapporto con il coreografo avanzata da Liesbeth Wildschut. Ma dopo gli studi di Guillemette Bolens (allieva di Alan Berthoz) sulla logica del corpo articolare, questa inedita necessità di considerare il movimento in funzione di una capacità motrice e sensoriale fuori norma, in opposizione alla logica normativa del corpo considerato invece come involucro (il corpo­mente), mi ha portato a riconsiderare l’extra­testuale, ossia la relazione tra il linguaggio dei corpi, i testi e l’imprevedibilità del fuori­testo. Si tratta della segnatura del limite del testuale: il testo divorato come nell’ingiunzione dell’angelo nell’Apocalisse.
Il mio case study riguarda il progetto Otolithes della coreografa ticinese Lorena Dozio. La drammaturgia concerne la lingua degli uccelli e i linguaggi fischiati praticati in diverse parti del mondo. La coreografia di Dozio non è più soltanto scrittura ma ambiente, clima, atmosfera. Alla testualità si aggrega qui il fuori­testo [hors­texte | extra­textual], il suo limite: è la seconda natura del fischio, questa possibilità che un fuori­testo fenda l’aria creando lo spazio che solo un corpo potrà muovere.

Stefano Tomassini è ricercatore presso lo IUAV di Venezia, insegna all’USI di Lugano ed è consulente per la danza per i programmi di LuganoInScena al LAC. È stato Fulbright­ Schuman Research Scholar (2008­2009), Scholar­in­Residence all’archivio del Jacob’s Pillow Dance Festival (2010) e Associate Research Scholar all’Italian Academy for Advanced Studie in America della Columbia University (2011). Dal 2013 al 2016 ha collaborato ai programmi del settore Danza della Biennale di Venezia. Nel 2016 ha ottenuto una residenza di studio presso Scenario Pubblico ­ Centro Nazionale di Produzione della Danza di Catania.

Guy Cools ­ – Dance Dramaturgy as a creative and somatic practice / La drammaturgia della danza come pratica creativa e somatica
Contestualizzando la mia pratica di dramaturg della danza nell’ancora giovane storia della drammaturgia, parlerò della nozione di “drammaturgia aperta” come originalmente definita da Marianne Van Kerkhoven. Cioè di come il dramaturg, in quanto testimone, oscilli come “corpo esterno” tra prossimità e distanza, tuttavia dovendo rimanere invisibile, e di come la drammaturgia sia sempre una “pratica dialogica”.

Guy Cools è un dramaturg della danza. Attualmente è Professore all’istituto di Ricerca Arts in Society in Tilburg e Professore ospite all’Università di Ghent.
Ha lavorato come come critico di danza, curatore e dramaturg di produzione, tra gli altri, con Koen Augustijnen (BE), Sidi Larbi Cherkaoui (BE), Danièle Desnoyers (CA), Lia Haraki (CY), Akram Khan (UK), Arno Schuitemaker (NL), and Stephanie Thiersch (DE).
Le sue più recenti pubblicazioni includono The Ethics of Art: ecological turns in the performing arts (co­edited with Pascal Gielen) (2014); In­between Dance Cultures: on the migratory artistic identity of Sidi Larbi Cherkaoui and Akram Khan (2015) e Imaginative Bodies: Dialogues in Performance Practices (2016).

Carlo Salone – ­ Il ruolo dello spazio tra pratiche di conoscenza e conoscenza­-nelle­-pratiche: alcune suggestioni dalle arti performative
A partire da un’osservazione non specialistica delle arti performative, le riflessioni proposte si muovono sul crinale che corre tra le modalità tradizionali del processo conoscitivo e le forme di costruzione collettiva della conoscenza “situata” nelle pratiche. Nelle due diverse condizioni di produzione di conoscenza, che non sono che gli estremi di un continuum, si mettono in gioco concezioni spaziali profondamente diverse che interpellano il corpo, le emozioni e le razionalità proprie dei soggetti che abitano lo spazio e lo territorializzano. L’intervento cercherà di strutturarsi in forma di dialogo con quelli degli altri relatori.

Carlo Salone è professore all’Università di Torino, all’Université Paris­Est Créteil e all’Université Lyon 2­Lumière, dirige il Master internazionale ITC­ILO “World Heritage and Cultural Project for Development” presso la Turin School of Development.
Si è occupato di politiche territoriali europee, sviluppo regionale e nuovo regionalismo e, più di recente, del ruolo della cultura e dell’arte nei processi di rigenerazione urbana e di place­making, argomenti su cui ha pubblicato monografie e articoli anche su riviste internazionali.

Info e prenotazioni

e­mail: ricercaxinfo@gmail.com
tel. +39 331 65 27 431

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