Sliding Bodies

RESEARCH CAMPING – Sliding Bodies

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RESEARCH CAMPING
21 > 23 Novembre 2025
11:00 > 20:00

Camping
Lavanderia a vapore
Corso Pastrengo, 51
info biglietteria

Per la sua quarta edizione, dal 𝟐𝟏 al 𝟐𝟑 𝐧𝐨𝐯𝐞𝐦𝐛𝐫𝐞 2025, il 𝐑𝐞𝐬𝐞𝐚𝐫𝐜𝐡 𝐂𝐚𝐦𝐩𝐢𝐧𝐠 trasforma gli spazi della navata di Lavanderia a Vapore in ambienti ibridi tra finzione e realtà, che diventano dispositivi per lo scambio e la disseminazione di processi di ricerca artistica.

Come si sta insieme su un piano inclinato?

Che cosa si vede se lo sguardo è obliquo? Cosa si prova?

Dove va la mia ricerca se la lascio scivolare? E’ solo mia? Chi o che cosa si porta dietro?

𝐑𝐞𝐬𝐞𝐚𝐫𝐜𝐡 𝐂𝐚𝐦𝐩𝐢𝐧𝐠 – 𝐒𝐥𝐢𝐝𝐢𝐧𝐠 𝐁𝐨𝐝𝐢𝐞𝐬 è un luogo di inclinazione, di spostamento dall’asse, di scorrimenti, scivolamenti, scivolate e perdite di equilibrio, di ribaltamenti e vertigini, dove l’atto di collocare la ricerca in una dimensione inclinata la scuote in tutta la sua instabilità.

Gli ambienti di questa edizione che incarnano queste dinamiche sono lo 𝐬𝐜𝐢𝐯𝐨𝐥𝐨 e lo 𝐬𝐩𝐚𝐜𝐜𝐢𝐨: spazialità che incoraggiano pendenze, che sollecitano nuove modalità di relazione e negoziazione di equilibri precari e invitano a ripensare le forme di condivisione di pratiche e materiali nella dimensione corale del Camping. Questi ambienti si attiveranno con la condivisione di pratiche e materiali di ricerca, aperti alla comunità temporanea di artisti-ricercatori, di partecipanti e visitatori.

𝐋𝐚 𝐩𝐚𝐫𝐭𝐞𝐜𝐢𝐩𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 è 𝐥𝐢𝐛𝐞𝐫𝐚 e aperta a tuttx, previa iscrizione tramite form.

Concept, organizzazione e processo curatoriale:
Lavanderia a Vapore e Workspace Ricerca X

Ideazione e realizzazione dello spazio:
Associazione Bastione

Realizzato con il contributo della Fondazione Compagnia di San Paolo

Foto originale: S.Tsuchiya
Elaborazione immagine: Elisa D’Amico

con Daria Greco, Royal Divorce, Barbara Novati, Collettivo CRAC, Jovana Malinaric, Polina Fenko, Alice Ruggero, Lucia Di Pietro, Sara Saccottelli, Alessandro Tollari e Alessia Prati, Annika Pannitto, Elisa Zuppini, Emilie Gallier, Jacopo Jenna e Ariadne Mikou, Masako Matsushita e con gli artisti e le artiste del progetto di formazione Camp-in
con la partecipazione di Andreane Leclerc e con i mentor di Camp-in Camilla Guarino, Cristina Kristal Rizzo, Elisabetta Consonni, Enrico Malatesta, Giuseppe Comuniello, Salvo Lombardo
con la partecipazione del gruppo della rete Interspazio – Lavanderia a Vapore Festival Orlando, Invisible Cities, Zona K e Periferico Festival, con l’accompagnamento di Doriana Crema

Alessandro Tollari e Alessia Prati - I brought a photo of Ian Curtis

Una proposta di ricerca performativa che assume i capelli come archivio e superficie biopolitica. Una persona alla volta prende posto sulla seduta; la performer si prende cura dei capelli con movimenti dichiarati, ritmati, rispettosi. In cuffia scorre una narrazione che intreccia testimonianze, frammenti d’archivio, regolamenti disciplinari, pubblicità, finzione critica. Il gesto quotidiano della cura dei capelli diventa partitura sensoriale e atto politico, un’epistemologia tattile che produce responsabilità, consenso informato, negoziazione dei confini, possibilità di rifiuto.

 

Alessia Prati è dottoressa di ricerca, artista e ricercatrice presso il Dams dell’Università del Salento, dove conduce una ricerca sui legami tra pratiche performative e realtà aumentata. Durante il Dottorato presso l’Università Iuav di Venezia tra il 2021 e il 2023 ha trascorso un periodo di studio a Parigi presso il Centre National de la Danse di Pantin. Ha curato progetti editoriali – “Flexin Flexin try to exercise”, “Meet me in the Bathroom” – in dialogo con un gruppo di artisti italiani tra cui Annamaria Ajmone, BAROKTHEGREAT, Marco Mazzoni, Jacopo Miliani, Mara Oscar Cassiani. Ha lavorato come assistente per workshop di coreografia tenuti presso l’Università Iuav di Venezia dall’artista e coreografa Cristina Krystal Rizzo, dal coreografo Michele di Stefano e dallo studioso di coreografia e drammaturgia Stefano Tomassini. Ha collaborato come assistente alla regia con l’artista e coreografa Gina Monaco per IUAV Graduate Fashion Show 2021 e 2022, come regista per IUAV Graduate Fashion Show nel 2025.

Alessandro Tollari è dottorando presso il Dipartimento di Arti Visive, dello Spettacolo e della Moda dell’Università Iuav di Venezia, dove conduce una ricerca sui rapporti tra performatività e embodiment da un lato, e pedagogie critiche e trasformazione dei paradigmi scolastici dall’altro. Laureato in Linguistica presso l’Università di Torino, è docente di ruolo di materie umanistiche nelle scuole superiori, autore per la casa editrice Loescher e collaboratore dell’Ambasciata italiana in Albania per la formazione di insegnanti di lingua straniera. Ha studiato con Societas Raffaello Sanzio e conseguito un Master in Teatro e Pedagogia presso l’Università Cattolica di Milano. È consulente culturale per Compagnia Chiasma – Salvo Lombardo (Roma), Attitudes – spazio alle arti (Bologna), Lavanderia a Vapore (Torino).

Alice Ruggero - Zilì | Incontrarsi in uno spaesamento sonoro

Zilì è una pratica performativa delicata, circolare, immersiva che invita bambine, bambini e adulti a sostare in un paesaggio sonoro non familiare e decontestualizzato, offrendo ai partecipanti la possibilità di indugiare nella complessità sonora che li circonda. Zilì cresce nella relazione con quanti più corpi e spazi differenti, proprio perché nasce dal bisogno di condivisione di un’esperienza potente. Zilì è un incontro in uno spaesamento sonoro, per osservare cosa cambia nei corpi, nei pensieri, nello stare insieme quando cambia il paesaggio sonoro in cui siamo immers_.

Alice Ruggero (Bologna, 1985) è un corpo in ascolto. Trova fertili le zone di confine e ama ciò che si trova fuori contesto, ciò che si nasconde negli interstizi. La sua ricerca si nutre del lavoro per e con l’infanzia fra performance, formazione e curatela. D’estate, lavora in alpeggio, dove impara dagli animali che insegnano senza sapere e riesce a separare ciò che preme da ciò che pressa.

Andreane Leclerc - (X)

Andreane Leclerc – (X)

Come la contorsione può aiutarci a riavvolgere il nastro dello spazio e del tempo? Quali increspature conserva il nostro corpo e come si sono formate? Applicando i principi propri della tecnica della contorsione ai nostri corpi, è possibile ascoltarne i blocchi, i flussi e le storie che contengono, come un archivio vivente. X è un momento per risvegliare collettivamente le storie che abitano i nostri corpi, individuali e collettivi, sfidare i limiti di corpo e linguaggio per scrivere perimetri più ampi per le nostre identità.

Annika Pannitto - Anatomía imaginaria

Qual è il movimento interno che corrisponde a un piegamento della colonna? Quale l’operazione di sottrazione del sé, di spostamento dall’asse verticale, per generare uno spazio di immaginazione, creazione, dialogo, critica? Quale l’inclinazione che ci conduce verso l’altra/o? Anatomía imaginaria è una sessione di lavoro condivisa, un esercizio collettivo di immaginazione per modificare e piegare lo spazio in cui operiamo.
Un ambiente morbido, che si piega alle circostanze e agli accadimenti che non necessariamente possiamo e dobbiamo controllare.
Un grazie speciale a Elisa D’Amico e Briciole – microeditoria.

Annika Pannitto Nata in Italia nel 1981, Annika è una coreografa, danzatrice e ricercatrice nel campo della coreografia contemporanea. Dopo una breve carriera come danzatrice per altre coreografe, ha iniziato il proprio lavoro nel 2007 e da allora ha realizzato lavori per il teatro opere site-specific e film di danza. Il background di Annika nel balletto classico è stato fondamentale per la sua comprensione della tecnica e ha stimolato la scoperta e lo studio delle pratiche della danza contemporanea, che hanno ispirato e influenzato la sua ricerca di un interesse personale nello movimento e nella creazione coreografica. Le sue ultime opere sono fortemente influenzate dalla relazione tra ricerca pratica e teorica, che ha iniziato a sviluppare durante il MA di coreografia ad ArtEZ ad Arnhem,che ha terminato nel 2014. Il suo lavoro è stato ospitato in numerose sedi e festival in Europa e all’estero, come il Rotterdamse Schouwburg, il Museo Reina Sofía/Madrid, Diskurs ’15/Giessen, Dock 11/Berlino, Santarcangelo Festival, MAK Museum/Vienna, Atelier RE.AL/Lisbon, il Festival Marosi, B Motion/Operaestate e il Centro Danza Canal di Madrid.

Barbara Novati - What to do with this weight?

Indagare anatomicamente e somaticamente i temi del peso, della stanchezza, della consumazione, attraverso alcune pratiche fisiche che toccano e disordinano diverse aree del sistema sensoriale con un focus sul comportamento del peso dentro la caduta, l’uso dello sguardo in modo tattile, l’ascolto come motore dello spostamento, il dis-orientamento della colonna vertebrale e lo sbadiglio indotto come territorio ambiguo tra stanchezza, lamento, coro.

Barbara Novati Nata a Desio, nella periferia di Milano, Italia, nel 1994.
Dopo il diploma come danzatrice/performer presso l’accademia Civica Scuola d’Arte Drammatica Paolo Grassi di Milano nel 2017 lavoro con diversə coreografə della scena italiana come Cristina Kristal Rizzo, Ariella Vidach, Francesco Marilungo, Motus, Lucia Palladino (IT/BE), Gianmaria Borzillo. Come performer/modella collaboro con Antonio ed Efisio Marras, rivista d’arte GRASSO, rivista di moda erotica CARNALE.
Tra il 2019 e il 2021 partecipo alla progettazione e alle prime due edizioni di NEUTOPICA, progetto di residenze artistiche attorno al tema del fare casa e collettivo di ricerca. In questo contesto avvio una ricerca artistica sul corpo a riposo con la pratica performativa COLLINARE CLIMATICA. Nel 2021 mi laureo in filosofia all’Università Statale di Milano con una tesi in estetica.
Nello stesso anno collaboro con il compositore e sound artist Antonio Giaffreda (IT/FR) al concerto/performance ぼかし BOKEH_.
Dal 2022 sono basata in Francia dove, nel 2024, mi diplomo presso EXERCE master, programma biennale di ricerca in danza e coreografia sostenuto dall’ICI-CCN di Montpellier, diretto da Christian Rizzo in collaborazione con l’Université Paul Valery Montpellier 3, Francia. Accompagnata dalla mentorship di arstistə come Katerina Andreou (GR/FR), Myrto Katsiki (GR/FR), Anton Livingston (CA/BE), Pauline L. Boulba (FR) produco il solo SNOW ME UNDER (2023) e avvio il progetto in trio BADBYE/a generational odyssey (2024).
Nella mia ricerca estetica sono interessata alla fabbricazione di ambienti performativi dove la scrittura della danza si sviluppa a partire da stati del corpo e da una stratificata sperimentazione sensoriale legata all’esperienza della vita contemporanea.

collettivo CRAC - Dibattiti corporei 

Spazio performativo installativo che lascia spazio al pubblico e alla sua azione, aprendo a una riflessione musicale e corporale di cosa significhi partecipare, condividere uno spazio e innamorarsi di ciò che è presente. Diverse macchine da scrivere funzionanti a disposizione dei partecipanti, un musicista che compone il suo dell’ambiente live o accompagna l’azione: l’invito è di entrare insieme in un luogo dedicato alla ricerca, dove immergersi nelle sensazioni e nell’ascolto.
concept: Mara Roberto | performer: Mara Roberto, Chiara Jadore Cacciari | sound live: Federico Fornasari

Il collettivo CRAC desidera creare dispositivi, situazioni, dinamiche, reti collettive che sviluppino una performatività umana, cioè la possibilità di ogni persona di maneggiare un linguaggio artistico e creativo, non solo di fare ma anche essere: essere presente, essere con, essere per, essere teatro, essere trasformazione, essere linguaggi, essere forme. Il collettivo ricerca con precisione e ardore un paradigma immersivo, multisensoriale, itinerante, partecipato. La partecipazione è il valore posizionale che la persona sceglie o si trova a vivere. Il collettivo ricerca la sorpresa e l’imprevisto. Si ricerca l’effimero, l’inutile. Il cedimento. La frattura. La soglia. Il vuoto. Le stratificazioni. Le rotture. Un CRAC.

Daria Greco - Codice

Allenare la possibilità – o meglio l’impossibilità – di parlare sott’acqua. Ai partecipanti e alle partecipanti viene chiesto di riempirsi la bocca d’acqua e leggere un testo scritto – litigi presi da film famosi – consegnato loro dall’artista, rigorosamente con la bocca piena. Prende così vita la litigata più paradossale della storia, in cui il conflitto affoga nella sua stessa pratica.

Daria Greco è una danzatrice e autrice che basa la sua ricerca coreografica sul rapporto fra meccanica del corpo e immaginazione. Capibara nella vita precedente e elefante domani, durante l’infanzia ha contratto il virus HSV-1 altresì detto Herpes Simplex o “febbre delle labbra” con cui si relaziona periodicamente, ormai nell’accettazione della tesi di qualcunə che un giorno le ha detto che è sexy. Ha una passione per gli elenchi e per il ritrovamento di oggetti per strada che appartengono alle categorie del doppio ritrovati in forma singola: un guanto, una scarpa, un orecchino. Affida le sue intuizioni al corpo e sente di poter stare al mondo facendo quello che le piace.

Elisa Zuppini - The Grid

Nella vita quotidiana percepiamo e abitiamo lo spazio in modo spontaneo. Micro e macro strutture invisibili orientano i nostri movimenti, spesso in modo inconscio. The Grid si configura come una mediazione astratta, un’interfaccia che amplifica l’esperienza percettiva e cognitiva, rendendo visibili le dinamiche latenti che articolano le relazioni tra corpo, spazio e virtualità.

Elisa Zuppini è una coreografa e danzatrice italiana che vive ad Amsterdam, diplomata alla SNDO (School for New Dance Development). La sua pratica esplora l’intersezione tra movimento, pensiero sistemico e filosofia contemporanea. Considera la coreografia come una forma di architettura relazionale e affettiva, un sistema in cui elementi spaziali e temporali interagiscono dinamicamente generando significato.
photo credits Disambiguation at Frascati Theatre, photo by Thiemi Higashi

Emilie Gallier - Horizons holding holes

Horizons holding holes è un invito a unirsi alla ricerca di saperi sotterranei. Apriremo barattoli e prepareremo tè da un giardino-bussola, confezionando bustine di tè e attraversando le direzioni cardinali. Sperimenteremo la reciprocità in posture del tenere e dell’essere tenuti. Condividerò inoltre l’ultima edizione del reader di Gleaners and the Worms: Earthworms Dialogues, concepito e curato insieme a Nienke Terpsma. Abbiamo consultato persone molto giovani e scienziati specializzati nei lombrichi, raccogliendo domande sotto forma di disegni e collezionando informazioni sui vermi, sui saperi e sulle competenze per connettersi al suolo in modi rigenerativi.

Emilie Gallier (she, her) è trattenuta dal suolo a Leida (Paesi Bassi) e Les Minières (Francia). Lettrice incarnata, ballerina, giardiniera, madre, ricercatrice con un interesse per le situazioni legate al sostenere e all’essere sostenute, alla lettura con uno sguardo tattile, a testa bassa e sedere in alto. Attraverso la danza, le trame, la documentazione della danza, studia e co-sviluppa pratiche di connessione con il suolo, con la biodiversità e la diversità delle esperienze, resistendo al dominio.

Eugenia Coscarella, Kadri Sirel - Archivio liquido

L’Archivio Liquido desidera essere il centro cardiaco del Research Camping. Uno spazio di accoglienza, rilascio, espansione dell’ascolto di ciò che scorre nel sangue e arriva al cuore. Guidati dall’immagine simbolica dell’acqua e il suo calore, ci connettiamo ai nostri corpi come archivi liquidi di memorie, emozioni, sensazioni, pensieri, paure, desideri. Cosa trabocca dal cuore? Come ossigeniamo il nostro archivio?

 

Kadri Sirel ed Eugenia Coscarella sono due artiste che si incontrano in Lavanderia a Vapore
dove collaborano dal 2023 sviluppando processi e pratiche artistiche di documentazione con un
approccio corografico, dando vita al blog di Lavanderia a Vapore e a pratiche e installazioni di
Archivio, presenti duranti gli eventi pubblici di Lavanderia a Vapore. Entrambi i progetti si
sviluppano attraverso processi alchemici e tecniche di compostaggio.

Jacopo Jenna e Ariadne Mikou - Nothing is lost, please let it go + Danzacronaca

PRATICA #1
Nothing is lost, please let it go
esercizi per stimolare pratiche di anarchiviazione
La pratica si incentrerà sulla memoria retrospettiva come forma di concentrazione sul presente per ripensare ad esperienze e memorie passate. Si tenderà a creare un territorio accogliente e partecipativo per il gruppo attraverso piccole esplorazione somatiche che tenderanno a sperimentare forme verbali e fisiche, al fine di scatenare forze anarchichescivolando sotto la superficie del controllo.

PRATICA #2
Danzacronaca
Attraverso uno score di istruzioni, ogni partecipante dovrà descrivere analiticamente il video che scorre sullo schermo, in una sorta di flusso di coscienza o “telecronaca” delle immagini di danza.

Jacopo Jenna è coreografo e regista. Il suo lavoro indaga la percezione del corpo in relazione al movimento, attraverso una ricerca che investe la coreografia e il video, studiando nuove possibilità di incorporazione della danza, spaziando tra vari linguaggi e generando molteplici contesti performativi.

Ariadne Mikou è un’artista e ricercatrice di danza di origine greca. Parallelamente alla pratica creativa con coreografie partecipative, partiture coreografiche, installazioni e cortometraggi, collabora con artisti, festival e istituzioni per progetti di divulgazione e di ricerca su temi legati alla memoria, alla trasmissione e all’interdisciplinarità.

Jovana Malinarić - Cosa should osoba biti?

Il progetto propone una pratica conversazionale modulata dalla drammaturgia dell’errore. Attraverso un game-based score, mette in moto il linguaggio come una pratica relazionale – come l’atto concreto di parlare, ascoltare e plasmare reciprocamente. Se immaginassimo le conversazioni come degli scivolamenti sul liquido che una lingua versa quando perde efficacia, sarebbe finalmente possibile errare, sbagliare la direzione e comunque arrivare da qualche parte?

Jovana Malinarić lavora a livello internazionale come dramaturg, ricercatrice e insegnante presso l’Università di Bologna, Naba di Milano e Malmö Theatre Academy. Tiene un dottorato di ricerca sulla pratica drammaturgica del titolo La drammaturgia come pensiero e pratica. Il lavoro del dramaturg nel teatro contemporaneo presso l’Università di Bologna in collaborazione con l’Università di Utrecht. Insieme a Simone Corso nel 2020 fonda il progetto di ricerca artistica also.know.as. all’interno del quale sperimentano le collaborazioni internazionali, per lo più con i paesi dell’ex Jugoslavia e con il collettivo di artisti siriani immigrati in Europa Ma’louba con la sede a Parigi e Berlino. Investigano gli approcci decoloniali all’interno di processi creativi, con la particolare cura alle collaborazioni, alle forme di performance documentaria e ai dispositivi drammaturgici. Dal 2025 è co-direttrice artistica dell’Outis-centro nazionale di drammaturgia contemporanea. Collabora come dramaturg con il gruppo di ricerca artistica svizzero Trickster-P.

Lucia di Pietro - Sliding Therapy

Pratica collettiva e performativa che nasce dall’idea che tutto possa essere “terapizzato”, ovvero reinterpretato e “riposizionato” nell’universo della terapia, attraverso la pratica del gioco, della performance e della traduzione. L’azione non ha l’obiettivo di guarire o produrre benessere nel senso medico tradizionale, ma piuttosto quello di attivare insieme i processi di un FANTASTIC TURN: uno scarto di immaginazione, per generare nuove “para-pratiche” di cura.

Lucia Di Pietro è una coreografa, performer e ricercatrice con base a Venezia. La sua teoria-pratica artistica spazia tra performance, ricerca accademica, progetti site-specific e pratiche somatiche. Ha studiato Coreografia a Lisbona (seguendo il corso intensivo biennale PEPCC dell’Accademia Forum Dança) e a Vienna, grazie alla borsa di studio danceWeb di ImpulsTanz. Ha studiato con coreografx come Steve Paxton, Meg Stuart, Deborah Hay, Keith Hennessy, Loic Touze, Matteo Fargion, Jennifer Lacey, Joao Fiadeiro, etc.È laureata in Studi Performativi e di Genere presso l’Università IUAV di Venezia e dal 2024 svolge un dottorato practice based in Arti Performative presso la stessa Università.Nel 2023 il suo progetto KaraOCHE, prodotto da Stalker Teatro Torino, ha vinto il finanziamento SIAE “Per chi crea” nella sezione Nuove Opere. I suoi lavori esplorano e mescolano i confini tra realtà e finzione, progettando dimensioni fantastiche in cui il pubblico possa immergersi.

Masako Matsushita - FACING

FACING crea spazi dove le persone si trovano di fronte, rivolti verso a qualcosa o qualcuno, per mettersi finalmente a confrontarsi. Oppure affrontano insieme. Niente più scuse per ignorarsi: gli ambienti sono progettati per essere rivolti verso gli altri, stimolando interazioni dirette e confronti a volte imbarazzanti. Ma non preoccuparti, è tutto parte dell’esperienza: si cammina, si riflette, e si condivide. Un luogo perfetto per socializzare… se sopravvivi al momento imbarazzante.

Masako Matsushita è un’artista e coreografa italo-giapponese che esplora il movimento, l’identità culturale e la percezione sensoriale. Le sue opere, con una forte componente installativa e relazionale, trasformano lo spazio in esperienza condivisa. Collabora con curatori, sound artist e istituzioni, esplorando il corpo come veicolo di conoscenza.

Polina Fenko - When the Ground Tilts

Uno spazio per riflettere attraverso l’azione sulle coreografie sociali dei parchi giochi per bambini, attraverso i loro elementi ricorrenti. Cosa c’è dietro le potenzialità architettoniche e coreografiche di queste costruzioni? Cosa significa condizionare uno spazio per un’esperienza di gioco? Da dove ha origine la dimensione sociale all’interno delle condizioni vivaci e complesse dei parchi giochi? Per giocare con queste domande, vengono create diverse situazioni coreografiche ispirate a vari parchi giochi ed esaminate attrazioni e strutture simili nel cinema e nell’arte visiva.

Polina Fenko, artista e dramaturg nata a San Pietroburgo e basata a Berlino, ha un MA in Contemporary Theatre, Dance and Dramaturgy (Utrecht University). Attualmente lavora come dramaturg per il TanzTage Festival (Sophiensæle) e ricerca il rapporto tra coreografia sociale, somatecnica e politiche percettive.

Royal Divorce - il primo respiro sulla terra e il suo conseguente sublime collasso

Performance site specific in divenire che attraversa le zone liminali del digitale, tra ascolto collettivo, memoria dispersa e archivi virtuali. Il lavoro parte da un gesto di archeologia emotiva: leggere, montare e riattivare i commenti lasciati dagli utenti sotto i video musicali su YouTube. Il processo collettivo avvenuto durante il workshop viene messo in scena in una continua rielaborazione del materiale,  insieme allo stesso gruppo di lavoro con il quale è cominciato il processo.

Royal Divorce è un collettivo nato nel 2023 dalla collaborazione tra gli artisti Teresa Barbagallo, Angelo Licciardello e Sebastiano Sicurezza. Seguendo una logica visiva legata alle immagini di scarto e al loro potere hauntologico, Royal Divorce si muove nella crisi sistemica della rappresentazione, nello scontro tra l’archivio storico e quello digitale, scatenando paesaggi che vivono al limite tra l’installazione visiva e la performance. Le immagini e i testi amatoriali provenienti dal web diventano un veicolo drammaturgico per esplorare l’impatto che gli archivi digitali producono sull’immaginario collettivo e individuale.

Sara Saccotelli - Parigi Nera

L’installazione si compone di fotografie disposte mostrando il retro anziché il fronte; sul retro di ciascuna c’è scritto a mano l’orario in cui è stata scattata. L’ordine in cui sono collocate è l’ipotesi di un unico giorno immaginario, dalla mezzanotte alla mezzanotte: i tempi si mescolano, si sommano e diventano un unico giorno. Il suggerimento è aggirarsi, tra i numeri e le forme. Per essere guardate, le fotografie vanno raggiunte, toccate, scelte. L’indicazione è prendere una fotografia e portarla via con sé. Il desiderio è che avvenga uno svuotamento dell’archivio e la migrazione degli oggetti fotografici che lo hanno composto.

Sara Saccotelli è performer e autrice con una pratica multidisciplinare. Nata e cresciuta nella campagna piemontese della Val di Susa, ha vissuto in Francia e in Sardegna e attualmente è di base a Torino. Ha una formazione che inizia dallo studio del movimento, tra danza classica e discipline aeree, e si articola perlopiù al di fuori dal mondo strettamente accademico. Essenziali sono stati gli incontri con Doriana Crema, Gabriele Vacis, Francesca Cinalli, Cristina Kristal Rizzo, Bush Hartshorn. Allena una forma di coesistenza tra pratiche e media tramite una ricerca che è intimamente legata alla storia personale e all’osservazione del circostante. Si muove tra poesia, arti visive e performative. Con un approccio da artigiana e raccoglitrice, si interessa alle possibilità degli archivi, alla costruzione dei ricordi e al legame tra ricordi, narrazioni di sé e immaginazioni; alla definizione di confine temporale, spaziale, identitario. Esplora la dimensione partecipativa e relazionale dell’arte e ha un’attenzione verso l’urbano, l’attraversamento dei luoghi e i rapporti tra spazio pubblico, beni comuni, individui e comunità. Recentemente ha intrapreso un’indagine intorno ai temi della malinconia e della morte, interrogando le parole che caratterizzano e descrivono l’una e l’altra.
Nel biennio 2023-2025 prende parte al progetto Creative Campus di Sardegna Teatro. Per il festival Giornate del Respiro 2024 presenta uno studio dell’installazione Parigi nera, una ricerca intorno alla relazione tra immagine, tempo e memoria. Dall’ottobre 2023 collabora con il collettivo DOM- (Leonardo Delogu e Valerio Sirna) negli spettacoli La Città che Cammina e Darkness Picnic. Alcune sue poesie appaiono sulle riviste Minima Poesia, Risme, La Seppia, Waste.

Workspace Ricerca X - Se la ricerca è un terreno di incontro, sappiamo dove ritrovarci

Ricerca X compie 10 anni. Festeggiamo insieme attraverso un momento amarcord che raccoglie voci vicine e lontane, pratiche, immagini, canzoni, testi, parole, visioni sparpagliate negli anni di Ricerca X, dal 2016 ad oggi. Se la ricerca è un terreno di incontro, sappiamo dove ritrovarci.

Workspace Ricerca X – Research and Dramaturgy è una piattaforma per lo sviluppo e il sostegno della ricerca artistica e della drammaturgia nel campo della coreografia e della performance.
Nata nel 2016 con l’obiettivo di divulgare, interrogare e legittimare la ricerca artistica nel contesto italiano, si muove dall’intenzione di consolidare una cultura della ricerca artistica in Italia

CAMP-IN

CAMP-IN è un nuovo progetto di formazione dedicato a dance maker emergenti: un gruppo affiancato da mentor che si stanzia in Lavanderia abitando a fondo i propri frammenti di studio. Una dimensione riflessiva e intima in cui sperimentare una pedagogia orizzontale. Il progetto si basa su una pedagogia practice-based e orizzontale, secondo la quale il ruolo dellə mentor è trasmettere proprie competenze e poetiche con finalità maieutiche, volte a stimolare nellə partecipanti la capacità di trovare soluzioni individuali e innovative alle proprie domande artistiche.

Con G. Re, Christopher Serebour, Clara Delorme, Nunzia Picciallo, Ornella Trespidi, Erica Meucci
Mentor: Camilla Guarino, Cristina Kristal Rizzo, Elisabetta Consonni, Enrico Malatesta, Giuseppe Comuniello, Salvo Lombardo

DANCE WELL

Dance Well è una pratica artistica – rivolta principalmente a persone con Parkinson – aperta a tutti: caregivers, familiari, artisti, danzatori, studenti, cittadini. Un’occasione per praticare insieme la danza e la filosofia in luoghi deputati alla bellezza (come teatri, musei o parchi), dando voce a insolite comunità di ricerca. 

TANZ TANZ / ECOSISTEMA_AUTUNNO/INVERNO AL RESEARCH CAMPING

Con l’accompagnamento di Francesca Cinalli (performer e coreografa)
tappeto sonoro di Paolo De Santis; con il coinvolgimento dei Campi Creativi
a cura di Associazione Didee – nell’ambito di La Piattaforma – Nuovi corpi, nuovi sguardi 2025

Planare come foglie, scivolare sulla neve, perdere la postura diritta e danzare nell’aria. Sperimentare, a tutte le età, l’interdipendenza fra esseri umani, animali e ambiente, vivendo l’allestimento del Research Camping e condividendo le pratiche che lo attraversano.

INTERSPAZIO

INTERSPAZIO è una rete informale che riunisce le curatrici e i curatori di Lavanderia a Vapore, Festival Orlando, In/Visible Cities, Zona K e Periferico Festival. Nasce come laboratorio nomade di ricerca collettiva che esplora l’arte come spazio pubblico e i linguaggi artistici come luoghi capaci di generare una convergenza di moltitudini.
INTERSPAZIO invita artiste, artisti e comunità a interrogarsi sul concetto di “pubblico” come spazio politico, relazionale e immaginativo, aprendo un tempo di sospensione dalle logiche produttive per favorire scambio, riflessione e apprendimento reciproco. È un terreno comune in cui le pratiche artistiche diventano strumenti di convivenza e trasformazione sociale e dove la ricerca condivisa si fa gesto politico e spazio di relazione.

Research Camping 2025 – Sliding Bodies | OPEN CALL

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RESEARCH CAMPING
21 > 23 Novembre 2025
ore :

Camping Lavanderia a vapore
Corso Pastrengo, 51
info biglietteria

Dal 21 al 23 novembre 2025, torna il Research Camping per la sua quarta edizione, trasformando gli spazi della navata di Lavanderia a Vapore, dal foyer al teatro, in ambienti ibridi tra finzione e realtà, che diventano dispositivi per lo scambio e la disseminazione di processi di ricerca artistica. Il Camping non solo ospita ricerche ma si costituisce come una ricerca in sé protesa all’immaginazione di alternative sociali e politiche.

 

COS’È IL RESEARCH CAMPING 

Durante il Research Camping la ricerca, da spazio intimo a porte chiuse, si fa piazza immaginifica per nuove politiche, una terra di mezzo che accoglie creazioni ancora in formazione e offre asilo a pensieri e immaginari alternativi alla retorica muscolare e al tempo affannato dell’efficienza e della produzione.

In un tempo ossessionato dallo scintillare del prodotto nuovo -e non sempre innovativo- e con rapida obsolescenza programmata, la ricerca offre lo spazio per risposte creative e inattese che spesso stratificano e rivitalizzano materiali e memorie con logiche circolari, associative e imprevedibili. Come la ricerca artistica può essere un navigatore della trasformazione che anima incessantemente le nostre cellule e i contesti in cui viviamo? 

Attraverso la condivisione pubblica di pratiche individuali, la ricerca straborda e si fa corale dando vita a paesaggi visionari e allo stesso tempo esperibili attivando uno spazio comune ma fuori dal comune.

 

RESEARCH CAMPING 2025 – SLIDING BODIES

E se perdessimo la retta via? E se perdessimo la rettitudine e per farlo rinunciassimo alla postura eretta, per abbracciare, senza troppa gravità, l’atto stesso di cadere come coreografia di una nuova politica? 

Research Camping 2025 indaga lo scivolare come postura e dinamica relazionale, come anatomia dell’interdipendenza, articolando tematicamente l’inclinazione verso ciò che è altro, non familiare, la circolarità della condivisione e il fallimento, scivolone per eccellenza, come poteri privilegiati per riscrivere simbolicamente un mondo nuovo che ripesca nel vecchio, nelle radici di uno stare insieme e di economie antiche.

Sovvertendo metaforicamente la narrazione che sigilla il momento di erezione, dal suolo, come tappa evolutiva dal primate al suprematismo, Sliding bodies riavvolge la percezione dello spazio-tempo, disorienta i corpi rinegoziando flussi e relazioni, generando movimenti oscillatori, atti di reciproco supporto e smarrimento collettivo: una prova che protendersi all’altro è un superpotere contro l’atteggiamento assertivo e delirante dell’egocentrismo

E se il potere non fosse più associato con la rigidità della forza e la performatività della sicurezza? Quando cadere ha smesso di essere meraviglioso svelamento?

Come si sta insieme su un piano inclinato?

Che cosa si vede se lo sguardo è obliquo? Cosa si prova?

Dove va la mia ricerca se la lascio scivolare? È solo mia? Chi o che cosa si porta dietro?

Sliding Bodies è un luogo di inclinazione, di spostamento dall’asse, di scorrimenti, scivolamenti, scivolate e perdite di equilibrio, di ribaltamenti e vertigini, dove l’atto di collocare la ricerca in una dimensione inclinata la scuote in tutta la sua instabilità.

Uno spazio-tempo in cui i moti oscillatori sussurrano nuove costituzioni, scrivono economie dello scambio, surriscaldano l’atmosfera grazie allo sfregamento da contatto, suggeriscono andamenti sinuosi in un continuo dondolare e circolare: bozzoli, amache, tensioni di forze e scivoli che incoraggiano la perdita della messa a fuoco per sfumare i confini.

Gli ambienti di questa edizione che incarnano queste dinamiche sono lo spaccio e lo scivolo: spazialità che incoraggiano pendenze, che sollecitano nuove modalità di relazione e negoziazione di equilibri precari, e invitano a ripensare le forme di condivisione di pratiche e materiali nella dimensione corale del Camping.

Questi ambienti si attiveranno con la condivisione di pratiche e materiali di ricerca, aperti alla comunità temporanea di artisti-ricercatori, di partecipanti e visitatori.

COSA CERCHIAMO 

Invitiamo artiste/ricercatrici e artisti/ricercatori a inviare proposte articolate a partire dal proprio percorso di ricerca, in risonanza alle domande di questa edizione e alla dimensione del Research Camping.

Invitiamo proposte che non solo o non necessariamente esplorino tematicamente le parole chiave della call ma che le sperimentano in modo diretto con attitudini, metodi e posture.

I formati delle proposte possono essere: 

  • pratiche di ricerca, intese come proposte da condividere con un gruppo di persone che pratica e/o osserva
  • materiali di ricerca multimodali, intesi come tasselli del processo di ricerca (suoni, parole, immagini, testi, oggetti…), da organizzare nello spazio per essere attraversati dai partecipanti, anche come installazione.

Le proposte possono essere collocate in uno degli spazi del Camping:

  • lo spaccio 

Cosa succede nello spaccio? Scambi e movimenti fugaci, veloci, quasi impercettibili. Movimenti che lasciano tracce, da raccogliere, abbandonare, barattare o trafugare, come tesori segreti o reliquie nascoste. O forse si soffia su ingredienti abbandonati, per togliere la polvere o per diventare amiche della muffa. Lo spaccio accoglie proposte rivolte a piccoli gruppi o a singoli, collocabili in spazi ridotti focalizzati su scarti, trasmissione, archiviazione, recupero e stratificazione di materiali e riferimenti.

  • lo scivolo

Discese morbide e corali, su strutture ripide e inclinate dove la superficie è smussata e permeabile. Uno spazio di disequilibrio e di posture instabili, dove occorre rinegoziare continuamente il proprio orientamento. Sovvertire la rigidità in favore di riassestamenti, scivoloni, adagiamenti, riposi collettivi e vedute dall’alto. Lo scivolo accoglie proposte collettive, per piccoli o grandi gruppi, da collocare in uno spazio ampio.

Tutte le proposte dovranno avere una durata massima di 30 minuti ed essere compatibili con la rotazione e la coabitazione delle altre proposte: la condivisione dello spazio e dei tempi è un principio curatoriale e organizzativo del Camping, inteso come esperienza collettiva e condivisa. 

COSA OFFRIAMO 

I partecipanti riceveranno un contributo economico di 300€ per residenti/domiciliati a Torino e nel raggio di 50km, o di 500€ se residenti a distanza maggiore.

Si richiede di essere in possesso di Partita IVA individuale o la possibilità di appoggiarsi ad associazioni o organizzazioni che possano emettere fattura.

Gli artisti e le artiste selezionate sono invitati a partecipare a tutte le giornate del Research Camping.

COME PARTECIPARE

Per inviare la propria proposta compilare questo form entro e non oltre il 15/09/2025 

FORM OPEN CALL

I risultati saranno comunicati via mail e resi noti nel sito www.lavanderiaavapore.eu entro il 15/10/2025.

Per info e domande contattare Anna Estdahl / Lavanderia a Vapore: estdahl@lavanderiaavapore.eu (attivo fino al 31 luglio e dal 01 settembre).

Research Camping 2025 – Sliding Bodies
a cura di Workspace Ricerca X e Lavanderia a Vapore

CREDITI Immagine  Foto originale: S.Tsuchiya  Elaborazione: Elisa D’Amico 

Ricerca Artistica o Ricerca Scientifica

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a cura di RicercaX con Charlotte Zerbey
16 Febbraio 2017
ore 17:00
Collegno (TO) Lavanderia a vapore
Corso Pastrengo, 51
info biglietteria

Può il campo emergente della ricerca artistica essere ispirato dalle recenti riflessioni circa la storia e le metodologie sviluppate dalle scienze?

Il sistema sperimentale, così come definito dallo studioso Hans-Jörg Rheinberger è “un’unità base dell’attività sperimentale che combina gli aspetti locali, tecnici, strumentali, istituzionali, sociali ed epistemici”.

Un sistema sperimentale per essere efficace nell’attività scientifica dovrebbe essere stabile e riproducibile, ma anche variabile e non prevedibile, così da permettere di produrre risultati utili e talvolta inaspettati.

Come la teoria di Rheinberger può portare spunti interessanti alla riflessione sulla ricerca artistica? In quale modo gli artisti impegnati nella sperimentazione possono ampliare i loro valori artistici e produrre nuova conoscenza? Qual è lo spazio dell’esperimento in campo artistico?

Ne parleremo con Mario Benassai, fisico nucleare e biofisico, dal 1989 lavora nel settore spaziale su esperimenti a bordo dello Spacelab e della stazione spaziale internazionale in collaborazione con l’agenzia spaziale italiana, europea e la Nasa; e con Margherita Landi coreografa antropologa danzatrice, attualmente impegnata nella sua ricerca sulla sincronicità junghiana e quantistica.

Sarà inoltre presente Charlotte Zerbey, coreografa di Company Blu e tutor di questa seconda sessione di Ricerca X 2017. Fra gli altri ha danzato con Julien Hamilton, Steve Paxton, Sasha Waltz, Katie Duck.

Isabella Mongelli – Del vaghissimo mondo

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Isabella Mongelli
14 Dicembre 2021
16:00 - 19:00
Collegno (TO) Lavanderia a vapore
Corso Pastrengo, 51

Partecipazione gratuita
E’ necessaria la prenotazione scrivendo a ricercaxinfo@gmail.com

info biglietteria

La parola “vago” porta con sé un’idea di movimento e mutevolezza, che s’associa in italiano tanto
all’incerto e all’indefinito quanto alla grazia, alla piacevolezza (Italo Calvino, Lezioni Americane).

Questo secondo significato si ritrova nella Poesia o al massimo nascosto nella parola “invaghito”, che di
solito preannuncia un fallimento. Andando oltre il fallimento – tale solo rispetto a parametri moderni e ormai decadenti di produttività – e seguendone con coraggio l’uso letterario e di buon auspicio, il Vaghissimo Mondo lancia una proposta immaginativa in una dimensione luminosa e futuribile.

La lecture performance delinea alcune caratteristiche di questo mondo ipotetico (Ad esempio: Un mondo in cui vige la metodologia dell’Enigma, Agli abitanti del V.M. il nervo vago funziona benissimo) e le spiega generosamente, invitando il pubblico ad esserci in prima persona. Attraverso letture, movimenti dimostrativi e immagini, passando per la poetica del Vago e dell’Indefinito di Giacomo Leopardi, si osserverà come la Vaghezza sia in realtà un varco azzardatamente positivo.

Seguendo l’interesse di Workspace Ricerca X per la sperimentazione sui formati di condivisione e sulle modalità di trasmissione dei saperi generati dalle pratiche artistiche, negli anni sono state invitate varie artiste a presentare il loro lavoro e pensiero in forma di lecture-performance.

Questo formato, come pratica artistica estesa, è particolarmente adatto ad articolare le modalità del conoscere generate dai processi artistici. Invece di rimanere ancorata alla tradizione dicotomica che vede la spiegazione critica da un lato e il lavoro artistico dall’altro, la lecture performance è in costante ricerca della possibilità di incarnare e spazializzare il pensiero.

Cristina Caprioli – Come fosse un ascolto disteso

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Cristina Caprioli
09 Novembre 2019
ore 16:00
Collegno (TO) Lavanderia a vapore
Corso Pastrengo, 51
info biglietteria

Cristina Caprioli danza e discute sulla coreografia come ricorrenza prolifica e inclinante, e sulla percezione come partecipazione ripetuta e dispersa.

Cristina Caprioli è una delle coreografe più affermate e riconosciute a livello internazionale della scena svedese. A metà anni ’90 fonda l’organizzazione indipendente Ccap, dove produce performance, installazioni, film, oggetti, pubblicazioni e altre coreografie, e conduce progetti di ricerca interdisciplinari di lungo periodo. Il suo lavoro coreografico si caratterizza per precisione, complessità e un’alta tecnologia del corpo. Tutte le sue produzioni sfidano i formati normativi e le economie di scambio del settore. Negli anni 2008-2013 è stata docente di composizione coreografica presso la Scuola di Danza e Circo (DOCH) di Stoccolma, dove ha sviluppato metodi e formati per la ricerca artistica. Ha ricevuto diversi premi e sovvenzioni e ha avuto un ruolo significativo nello sviluppo del discorso critico nel campo della danza e della coreografia in Svezia. Nel 2024 riceve il Leone d’oro alla carriera dalla Biennale Danza di Venezia.

lecture performance

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lecture performance
a cura di Erika Di Crescenzo

24 Settembre 2021
16:00 - 19:00
Collegno (TO) Lavanderia a vapore
Corso Pastrengo, 51

Partecipazione gratuita
E’ necessaria la prenotazione scrivendo a ricercaxinfo@gmail.com

info biglietteria

Fin dall’inizio si è trattato per Workspace Ricerca X / Metariflessiva – quella parte di progetto che continuamente riflette e si interroga su se stessa – di indagare fra i processi di conoscenza quelli che più investono l’ambito del pensiero che diciamo “incarnato” ovvero quello che identifichiamo nella specificità del lavoro condotto da coreografi, danzatori, performer, artisti o studiosi del corpo, dall’interno.

In questa direzione si inserisce questo intervento che intende presentare in via generale la prospettiva trasmessa dal Sāṃkhya, una fra le sei principali scuole del pensiero filosofico dell’India classica, che offre una sintesi accurata e rigorosa tra scenario del corpo, speculazione intellettuale e accesso sovramentale.

Seguendo l’interesse di Workspace Ricerca X per la sperimentazione sui formati di condivisione e sulle modalità di trasmissione dei saperi generati dalle pratiche artistiche, negli anni sono state invitate varie artiste a presentare il loro lavoro e pensiero in forma di lecture-performance.

Questo formato, come pratica artistica estesa, è particolarmente adatto ad articolare le modalità del conoscere generate dai processi artistici. Invece di rimanere ancorata alla tradizione dicotomica che vede la spiegazione critica da un lato e il lavoro artistico dall’altro, la lecture performance è in costante ricerca della possibilità di incarnare e spazializzare il pensiero.

lecture performance

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lecture performance
a cura di Ambra Pittoni

22 Settembre 2021
16:00 - 19:00
Collegno (TO) Lavanderia a vapore
Corso Pastrengo, 51

Partecipazione gratuita
E’ necessaria la prenotazione scrivendo a ricercaxinfo@gmail.com

info biglietteria

La lecture affronta la pratica della scrittura situandola nello spazio di ricerca specifico alle performing arts e alle sue modalità di condivisione e trasmissione di conoscenza. Lo spazio intra-soggettivo che viene prodotto dai corpi quando sono in movimento è qui visto come un territorio pervaso da dinamiche dell’ affetto, in cui il pensiero muovendosi tra i corpi migra in una continua riarticolazione delle istanze che ci abitano e ci attraversano producendo infinite possibilità intra-soggettive.

Incrociando l’écriture féminine, la lecture apre alla scrittura che nasce dalle esperienze del corpo e della ricerca artistica come pratica di veggenza e di produzione di linguaggi incarnati e fatalmente sempre stranieri.

Seguendo l’interesse di Workspace Ricerca X per la sperimentazione sui formati di condivisione e sulle modalità di trasmissione dei saperi generati dalle pratiche artistiche, negli anni sono state invitate varie artiste a presentare il loro lavoro e pensiero in forma di lecture-performance.

Questo formato, come pratica artistica estesa, è particolarmente adatto ad articolare le modalità del conoscere generate dai processi artistici. Invece di rimanere ancorata alla tradizione dicotomica che vede la spiegazione critica da un lato e il lavoro artistico dall’altro, la lecture performance è in costante ricerca della possibilità di incarnare e spazializzare il pensiero.

RESEARCH CAMPING – Bodies en plein air

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RESEARCH CAMPING
07 > 10 Giugno 2023


Camping
Lavanderia a vapore
Corso Pastrengo, 51

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> BIO E PRATICHE

Per prenotarsi alle pratiche del Camping
email estdahl@lavanderiaavapore.eu

 

Crediti

RESEARCH CAMPING 2023 / Bodies en plein air
è un progetto a cura di Workspace Ricerca X e Lavanderia a Vapore
partecipano Anna Basti, Francesca Cola, Michela Depetris, Teodora Grano, Daria Greco, Marta Olivieri, Neutopica, Alice Ruggero ed Elisa Turco Liveri, Nolwenn Salaün, Maria Elena Mela Seidenari, Cinzia Sità, Valerie Tameu, TAB Zine
scenografie fornite da Spazio Meta_Milano spaziometa.it
neon fornito da Neon Floris_Torino insegnetorinoneonfloris.it
allestimento Marco Montaruli

info biglietteria

edizione 2023
dal 7 al 10 giugno 2023
Lavanderia a Vapore di Collegno (TO)

L’edizione 2023 conferma il desiderio di dare vita ad una comunità composta da artiste e artisti che si riunisce scambiandosi pratiche e traiettorie di ricerca, prospettive e riflessioni a partire dal corpo e aprendosi all’“esterno” in maniera porosa lasciandosi attraversare da partecipanti e visitatori.

Questo ambiente di ricerca collettiva si nutre della condivisione di pratiche e traiettorie di ricerca generando nuova linfa per un corpo comune che ramifica secondo le temporalità specifiche della crescita e della cura: dilatando e re-inventando il tempo quotidiano. Cosa ci nutre? Cosa accade ad un percorso individuale quando viene messo a disposizione della collettività? E al corpo collettivo? Come nascono nuovi assemblaggi?

Ispirandosi ai processi circolari di condivisione e trasmissione, mescolanza e contaminazione, metabolizzazione e compostaggio reciproco, il paesaggio del Camping 2023 insiste su nutrimento e convivialità come formule e ritualità per creare nuovi assemblaggi di umani e sostanze. Gli scenari che faranno da cornice e attivatore di queste domande saranno il WunderBar e l’Edicola nomade e partendo dalla Sala Grande di Lavanderia si snoderanno nel Parco della Certosa.

PROGRAMMA
7 giugno 2023
apertura dalle ore 17:00

 

H 18:30

DJ SET a cura di Federico Scettri

Federico Scettri, batterista, si esibisce in Europa e America in molte formazioni nell’ambito del jazz contemporaneo, del pop e della scena più sperimentale utilizzando dal vivo anche laptop e live eletronics. Si dedica inoltre alla composizione di musiche per la danza contemporanea. Attualmente collabora con le band Cosmic Renaissance e C’mon Tigre.

 

 

PROGRAMMA
8 giugno 2023
apertura dalle ore 10 alle 19

 

h. 10:15-11:15

VALERIE TAMEU
Metabolo, gastronomia molecolare

Un luogo di ibridazione simbiotica tra biohacking, tecnologia, scienza DIY, corporeità ibride e performance. Nell’ottica di un metabolismo planetario, l’ecosistema diventa struttura di un processo metabolico dove fluidi, muco, sudore, urina, feci e materie inventate trasformano le strutture attraverso le varie forme di digestione in senso lato e decomposizione trasformativa.

BIO
Valerie Tameu è autrice e performer. Laureata in studi di danza presso la facoltà di Cinema, Arti della Scena, Musica e Media di Torino, si forma anche con vari3 formator3 della scena italiana e Internazionale. Contemporaneamente porta avanti progetti di creazione e ricerca con diverse realtà. La sua pratica artistica con-fonde pratiche allucinate, corporeità ibridate, memorie e presagi, nature artificiali, identità DIY, strategie di hack1ng.

 

h. 11:15-13:00

EMILIE GALLIER, NIENKE TERPSMA, NINA BOAS (in thoughts)
Glaneuses et Vers de Terre, Bookworms and the Wormbook“Ara Solis // La pietra che lega il sole”

*questa attività sarà in lingua inglese*

Glaneuses et Vers de Terre (Gleaners and the Worms) is a collection of practices by choreographer Emilie Gallier, visual artist Nina Boas, and artist editor Nienke Terpsma. Glaneuses et Vers de Terre cultivates ways of being with landscape as we are absorbed within it rather than as a detached spectacle to observe. We look for verbs, gestures to sense our bodies in connections with soils and skies. Head down, butt up, we turn down to the lives out of our sight: the worm deep under, the birds beyond the horizon. Inclined, we grow bodies of roots and waterfalls that take up water and pour it back out, supporting complete cycles and processes of regeneration to take place.

Glanseuses et Vers de Terre (Spigolatori e Vermi di Terra) è una collezione di pratiche della coreografa Emilie Gallier, dell’artista Nina Boas, e dell’artista-editrice Nienke Terpsma. Glanseuses et Vers de Terre coltiva modi di stare con il paesaggio come se fossimo assorbitɜ in esso, più che come uno spettacolo separato da osservare. Cerchiamo verbi, gesti per percepire i nostri corpi in connessione con cielo e terra. Testa giù, sedere in alto, ci rivolgiamo in basso verso le vite al di fuori della vista: il verme nelle profondità, gli uccelli oltre l’orizzonte. Inclinatɜ, facciamo crescere corpi di radici e cascate che prendono l’acqua per poi riversarla, supportando l’accadimento di cicli e processi completi di rigenerazione.

BIO
Emilie Gallier è una coreografa e ricercatrice che lavora tra i Paesi Bassi e la Francia dove ha co-fondato Les Minières, tra l’agricoltura rigenerativa e le pratiche artistiche. Ha sviluppato l’idea e la pratica di lettura nella performance nella sua tesi ‘Reading in Performance, Lire en spectacle’ (2021, Coventry University, DAS Graduate School). Si interessa del non-scritto che fiorisce nella scrittura, ecosistemi implicati e terreni viventi. www.post-cie.com
Nienke Terpsma è artista e book designer. Dal 2004, si è occupata del (maga)-zine artistico di viaggio per la ricerca non-accademica Fucking Good Art con Rob Hamelijnck. FGA si occupa di ricerca sul campo nell’humus, la vita attorno all’arte, le condizioni (locali) artistiche e culturali, con un interesse specifico per la storia orale, storia dell’idea, anarchia, ecologia. www.fuckinggoodart.nl
Nina Boas si è laureata all’AKI, ArtEZ a Enschede (Paesi Bassi) nel 2003. Da quel momento, ha sviluppato una pratica multidisciplinare (performance, disegno, installazioni, scenografia). Mischia la realtà e il mondo immaginario con storie che assomigliano ad un sogno ad occhi aperti. www.ninaboas.com

 

h. 14:00-17:00

MARIA ELENA SEIDENARI
IT’S MY PLEASURE

In un’edicola c’è spazio per il piacere? Molto spesso si, però i giornali che offrono intrattenimento erotico sono sempre un po’ celati.
it’s my pleasure porta l’eros in primo piano e offre una prospettiva femminile e femminista sul desiderio sessule e l’autocensura.
it’s my pleasure offre una piattaforma di facilitazione e incontro dove si mescolano pratiche somatiche, teorie sociologiche e paesaggi sonori per sollevare domande sull’eros e sugli ostacoli e condizionamenti che inibiscono l’esperienza piena e intatta del piacere (se mai esistesse).

BIO
Mela ha cambiato nome di recente, per sottolineare che non è né carne né pesce, ma un ibrido tra danzatrice, curatrice, ricercatrice.
Attraverso le lenti del pensiero femminista intersezionale, Mela esplora la performance, la danza di comunità e il corpo come s/oggetto di gnosi.
Laureata in Relazioni Internazionali, dopo aver condotto una ricerca sui tabù mestruali in India e Etiopia, ha approfondito lo studio del movimento tra Genova e Torino, diplomandosi infine al Tanzfabrik di Berlino, città dove vive.

 

h. 14:00-17:00

CINZIA SITÀ
You may say I’m a dreamer (YMSID) appunti per una scrittura collettiva

Un percorso laboratoriale, dove allenare un pensiero del movimento, attraverso la guida di pratiche volte a dare vita ad un percorso drammaturgico, in cui i corpi, che si allineano e alleano in uno spazio comune, si rendono essi stessi creatori e generatori, insieme, della loro Opera, del loro progetto.

BIO
Laureata in Coreografia presso l’AND, frequenta il corso di alta formazione
Scritture per la danza contemporanea diretto da Raffaella Giordano, presso il Teatro Stabile di Torino. È artista Associata Sosta Palmizi dal 2012 e cofondatrice e curatrice di SiR (sharing in roma) dal 2017. Lavora come danzatrice/interprete coreografa e dramaturg.

 

h. 15:00-17:00

FRANCESCA COLA
FERVERE sparkling tea time

Preparazione e degustazione rituale della Kombucha come pratica starter per una condivisione di narrazioni queer. Una lievitazione collettiva, una pratica proliferante del margine che può indicare nuovi modi e mondi possibili basati sulla complicità, reciprocità e mutualismo.
N.B. Invitiamo i partecipanti a portare con sé una tazza o un bicchiere con cui hanno un legame affettivo, quindi, se possibile, non solo un oggetto funzionale.

BIO
Autrice transdisciplinare, danzatrice e performer indipendente. La sua ricerca intreccia pratiche somatico cinetiche alla ricerca in ambito linguistico e neuroestetico. Attualmente impegnata nella ricerca nell’ambito del rituale contemporaneo in ambito performativo.

 

h. 17:15-18:15

MARTA OLIVIERI
FILA IL TELEFONO (esperimento #3)

L’esercizio sulla sfasatura #3 induce a osservare e immergersi nella trasformazione della parola e del suo significato. Giocheremo con la trasmissione, la ripetizione, la mancanza di corrispondenza, lo scarto e l’intruso per osservare se queste condizioni aprono delle possibilità da cui partire per comporre una partitura.

BIO
Marta Olivieri è autrice e performer con base a Roma. Si forma tra l’Italia e l’estero. Si interroga su cosa sia per lei la coreografia e su quale punto di vista porti. Il corpo si muove tra il visibile e l’invisibile e tenta un continuo accadimento ai lati della struttura.

 

h. 17:30-18:00

NOLWENN SALAüN
INTERVALLES

Sono abituata alle dure raffiche atlantiche o alle brezze umide del Nord; qui ho scoperto un vento inatteso e caldo, ancora in grado di riorientare i corpi. Performance a 3 voci e più, sul sentiero tra il parco della Certosa e la sala prove. 15-20 min, aperto a tutt*

BIO
Nolwenn Salaün è un’artista nata a Brest (Francia), vive a Torino. Con diverse forme di linguaggio, fotografia e suono compone situazioni che affrontano i modi in cui posizioni, ritmi e spazi sono definiti, collocati, essi stessi collocando e definendo a loro volta. Ha conseguito un MFA in Critical Studies (Sandberg Instituut, NL); i suoi progetti e performance sono stati presentati a Künstlerdorf Schöppingen (Münsterland, DE), Les Tanneries (Amilly, FR), La Box (Bourges, FR), Reneenee, Rozenstraat – a rose is a rose, Bologna.cc (Amsterdam , NL).

 

h. 18:30-19:00

ANNA BASTI
“…ALMENO 20 SECONDI”

Questa pratica si inscrive nel più ampio progetto di ricerca “Indagine sullo stato dei corpi”, che si interroga su quali siano i parametri che determinano lo stato di un corpo, la sua salute, le sue emozioni, la sua postura sociale, culturale e politica, nonché micro biologica e ormonale.“…almeno 20 secondi”, attraversa questa indagine concentrandosi sull’azione dell’abbraccio e su cosa questa azione innesca all’interno dei nostri corpi.

BIO
Danzatrice e performer, il suo percorso di ricerca ha come focus il corpo, organismo complesso e poroso, informato e condizionato dal contesto di riferimento in cui vive. Questa ricerca si articola attraverso piattaforme progettuali che usano diversi formati, orientate soprattutto al lavoro e alla condivisione di saperi con corpi non alfabetizzati nel campo delle tecniche di movimento.

 

 

Programma
9 giugno 2023
dalle ore 10 alle ore 20

 

h. 10:15-11:15 e 17:00-18:00

FRANCESCA COLA
FERVERE sparkling tea time

Preparazione e degustazione rituale della Kombucha come pratica starter per una condivisione di narrazioni queer. Una lievitazione collettiva, una pratica proliferante del margine che può indicare nuovi modi e mondi possibili basati sulla complicità, reciprocità e mutualismo.
N.B. Invitiamo i partecipanti a portare con sé una tazza o un bicchiere con cui hanno un legame affettivo, quindi, se possibile, non solo un oggetto funzionale.

BIO
Autrice transdisciplinare, danzatrice e performer indipendente. La sua ricerca intreccia pratiche somatico cinetiche alla ricerca in ambito linguistico e neuroestetico. Attualmente impegnata nella ricerca nell’ambito del rituale contemporaneo in ambito performativo.

 

h. 10:15-11:15 e ore 15:30-16:30

ELISA TURCO LIVERI E ALICE RUGGERO
TUANAKI. INVENTARIO DI ALCUNE COSE TOPOGRAFICHE 

Tuanaki è un’isola sommersa, forse mai esistita, un’invenzione topograficamente attendibile. Il movimento comincia dalla condivisione di domande sullo spazio che ci circonda: Semplici esercizi come osservare, misurare, cercare etimologie, se condivisi, producono nuove conoscenze, spostando i corpi e i punti di vista, aumentando il livello percettivo dell’ambiente. C’interessa una riscrittura collettiva degli spazi, una nuova archeologia di luoghi e parole. Un inventario collettivo che s’interroga sul potere categorizzante del linguaggio, immaginando una nominazione alternativa.

BIO
Elisa e Alice s’incontrato durante RicercaX 2019 “Artistic Research: it’s not about explaining”. Nasce un’amicizia e una collaborazione intorno al progetto Aporie del collettivo Dehors/Audela. A maggio 2020, durante il lockdown, inizia una corrispondenza che genera uno scambio di materiali e produce domande. Il progetto ha visto una prima condivisione in forma di intervista fittizia durante una residenza a Base (Milano) nel 2021 e, dopo un momento di riposo, ha un grande desiderio di riattivarsi.

 

h. 11:15-13:00

GOSIE VERVLOESSEM
The Pleasure Garden

La mia pratica di ricerca intitolata “The Pleasure Garden” (Il Giardino del Piacere) inizia come una sorta di autofinzione, nella quale esploro un parco scultoreo in Belgio nei panni del personaggio del “sick detective”. Durante questi viaggi si sono manifestati alcuni alleati nel paesaggio. Insieme ad una serie di testi, queste presenze hanno formato il contenuto di una lettura collettiva polifonica. I testi proposti si collocano tutti nel frame interdisciplinare definito come “queer ecology”. Vedere la natura da una prospettiva queer offre un contrappunto alla classificazione, la dominazione e propone un’alternativa nel processo di riproduzione e di “selezione naturale”. “The Pleasure Garden” si domanda: in natura è tutto orientato verso la procreazione? Oppure c’è posto anche per la sperimentazione e il piacere? Perché preferiamo la natura per il suo essere nobile e per la sua bellezza piuttosto che per la sua stranezza e ripugnanza? Ripensando / Immaginando una nuova relazione tra esseri umani e natura, cerco di eludere la categorizzazione e il potere per lasciar germogliare una bomba di semi di storie che influenzi la nostra visione della natura in una maniera più piacevole e gioiosa.
Eating Words Becoming Plant
Per il Research Camping, vorrei approcciare il parco come un’area da leggere, un’area esitante e disponibile all’essere letta, che aspetta di essere letta, … Propongo una serie di pratiche che si relazionano al leggere come mangiare parole, un atto erotico nel processo di diventare pianta. Attraverso letture collettive e digestione dei testi, ispireremo il giardino di Collegno con storie lasciate nell’ombra o sepolte sotto uno spesso strato di oblio, storie che gettano una luce alternativa sul parco, le sue storie e i suoi futuri. Iniziamo sotto il castagno sotto il quale Giulia Canella ha riconosciuto suo marito. Da lì, sbucceremo i semi che germinano da questa storia, percorrendo la sottile linea tra la realtà e la finzione. #piante, erotico, amnesia, piacere, arboglifo

BIO
Gosie Vervloessem (1973, Belgio) è ricercatrice artistica e performance artist che vive e lavora a Brussels. Nel suo lavoro, studia la relazione tra Homo Sapiens e Regno Vegetale attraverso la lente della cultura popolare, come i film horror, i fumetti e il folklore. Nella sua ricerca, assume spesso il ruolo di “sick detective” che usa “reperti”, prove per mettere alla prova e connettere storie nuove e storie già esistenti. Le sue pratiche includono lecture-performance, camminate, zine, workshop e pubblicazioni.

 

h. 14:00-17:30

TAB_Takeawaybibliographies
Laboratorio Editoriale Collaborativo | Fanzine Publishing #Nutrimento

TAB propone una pratica di realizzazione di una bibliografia collettiva che approfondisca il tema del nutrimento/ nourishment creando un momento conviviale di scambio di pratiche volte ad indagare la domanda cosa ci nutre? Cosa nutriamo? Nell’attività proposta, la ricerca bibliografica, diventerà un’azione dinamica ed immersiva, in cui pensieri e pratiche si nutrono in maniera reciproca in una dimensione che oscilla tra individuale e collettivo.

BIO
TAB | Take Away Bibliographies è un collettivo multidisciplinare e prende il nome dall’omonimo progetto editoriale, dedicato alla ricerca bibliografica multimediale e multidisciplinare in formato fanzine attraverso il coinvolgimento di contributor. TAB mira ad essere uno spazio di condivisione e ispirazione per una conoscenza non lineare e non produttiva. Il collettivo ha collaborato e collabora con artist* ricercat*, attivist* istituzioni culturali ed enti del terzo settore.

 

h. 14:00-15:00

MARTA OLIVIERI
FILA IL TELEFONO (esperimento #3)

L’esercizio sulla sfasatura #3 induce a osservare e immergersi nella trasformazione della parola e del suo significato. Giocheremo con la trasmissione, la ripetizione, la mancanza di corrispondenza, lo scarto e l’intruso per osservare se queste condizioni aprono delle possibilità da cui partire per comporre una partitura.

BIO
Marta Olivieri è autrice e performer con base a Roma. Si forma tra l’Italia e l’estero. Si interroga su cosa sia per lei la coreografia e su quale punto di vista porti. Il corpo si muove tra il visibile e l’invisibile e tenta un continuo accadimento ai lati della struttura.

 

h. 15:00-17:00

EVA NEKLYAEVA
FOOD PLAY

La delizia del tutto, perdersi nei gusti, negli odori, nelle consistenze. L’allure elusiva delle papaye e il fascino diretto dei cetrioli. Frantumare, farcire, spruzzare, soffocare, stuzzicare, leccare.
Tutti modi audaci per usare il cibo per controllare o gratificare. Quali verdure sono migliori per fustigare? Come usare il cibo nei temperature play? Come un dolce sciroppo può migliorare la tua sessione di spanking?
Cosa succederà durante il workshop?
Inizieremo con un’introduzione al cibo e al gioco erotico e proseguiremo dimostrando approcci differenti dai più disciplinati come il food control, fino al totale disordine dello schizzo.
A chi è rivolto il workshop?
A chiunque sia curiosǝ di combinare cibo e gioco erotico.
Il workshop è vegano e chiederemo di segnalarci eventuali allergie prima di cominciare.
Come mi preparo?
Porta degli abiti di riserva che possano essere sporcati, un asciugamano e un paio di infradito per farti la doccia dopo il workshop. Per la parte finale del workshop sei invitatǝ a portare il cibo con cui vorresti giocare.
Ci sarà nudità? È possibile, ma non obbligatorio.

BIO
Eva Neklyaeva è una curatrice che lavora sulla libertà, e sul piacere.
Tesse storie e abita spazi – nei quali il piacere può sostare.
Il workshop si terrà in lingua inglese. 25 posti disponibili.

 

h. 17:30-18:00

NOLWENN SALAÜN
INTERVALLES 

Sono abituata alle dure raffiche atlantiche o alle brezze umide del Nord; qui ho scoperto un vento inatteso e caldo, ancora in grado di riorientare i corpi. Performance a 3 voci e più, sul sentiero tra il parco della Certosa e la sala prove. 15-20 min, aperto a tutt*

 

h. 18:00-19:00

PMICHELA DEPETRIS
!n>i§ibl& may take time to become evident

Propongo un rito collettivo di possessione da bar/lasciarsi attraversare dalla materia, dagli spiriti della panna, delle brioche farcite/divenire medium/abbandonarsi agli innesti di toast/affidarsi ad uno stato alterato di coscienza nell’abbondanza nel piacere/flirtare col kiwi/scatenarsi/indemoniarsi/erotica spiritata per una playlist/la proposta è un’azione corale di risignificazione della relazione col cibo che è nutrimento, piacere, dispiacere, materia, rifugio, relazione, sperimentazione, storia, materia che entra nella materia che forma materia che attraversa materia e la condiziona.

BIO
Artista|performer|dance maker. Lavora in contesti performativi come interprete di altrǝ artistǝ e come creatrice, con linguaggi ibridi tra video, suono, performance, linguaggio coreografico e installazioni, interessata a produrre metodologie e formati che sfuggano alle logiche convenzionali e alle tempistiche abituali di produzione.

 

 

Programma
10 giugno 2023
dalle ore 10 alle ore 19

 

h. 10:30-11:00

ANNA BASTI
“…ALMENO 20 SECONDI” 

Questa pratica si inscrive nel più ampio progetto di ricerca “Indagine sullo stato dei corpi”, che si interroga su quali siano i parametri che determinano lo stato di un corpo, la sua salute, le sue emozioni, la sua postura sociale, culturale e politica, nonché micro biologica e ormonale.“…almeno 20 secondi”, attraversa questa indagine concentrandosi sull’azione dell’abbraccio e su cosa questa azione innesca all’interno dei nostri corpi.

BIO
Danzatrice e performer, il suo percorso di ricerca ha come focus il corpo, organismo complesso e poroso, informato e condizionato dal contesto di riferimento in cui vive. Questa ricerca si articola attraverso piattaforme progettuali che usano diversi formati, orientate soprattutto al lavoro e alla condivisione di saperi con corpi non alfabetizzati nel campo delle tecniche di movimento.

 

h. 10:30-12:00

DANCE WELL 

Dance Well è una pratica artistica rivolta principalmente a persone con Parkinson, ma aperta a tutti: caregivers, familiari, amici, danzatori, cittadini, studenti, artisti, in un vero e proprio momento inclusivo e intergenerazionale. La danza unita alla pratica filosofica, porta i partecipanti, a partire dall’esperienza del corpo, a riflettere e dialogare su contenuti e temi generati dalla danza, dando vita a un’insolita comunità di ricerca.

Laboratorio condotto da Debora Giordi, Elena Cavallo in collaborazione con Gaia Giovine Proietti

 

h. 11:30-13:00

On Publishing Practices: Bookworms and the Wormbook, Table du Zine, Fucking Good Art

Soft Panel with Parlor/Ricerca X, Emilie Gallier, Nienke Terpsma
During this session, we will explore the practices of writing and publishing as situated and embodied in artistic research. Discourses are generated and stratified by inhabiting the artistic material and the space between bodies as territories for new forms of knowledge. This session will grow from Terpsma and Gallier’s shared project Glaneuses et Vers de Terre, in which the practices Table du Zine and Bookworm and the Wormbook play with the art of making (and reading and eating) books. Editor of the magazine Fucking Good Art, Nienke Terpsma will share her practice of conversational and collaborative publishing.
Soft Panel with Parlor / Ricerca X, Emilie Gallier, Nienke Terpsma
Durante questa sessione, esploreremo le pratiche di scrittura e di pubblicazione situate e incarnate nella ricerca artistica. I discorsi si generano e si stratificano abitando il materiale artistico e lo spazio tra i corpi come territori per nuove forme di conoscenza. Questa sessione crescerà dal progetto condiviso di Terpsma e Gallier Glaneuses et Vers de Terre, nel quale le pratiche Table du Zine e Bookworm and the Wormbook giocano con l’arte del fare (e leggere e divorare) libri. Editrice della rivista Fucking Good Art, Nienke Terpsma condividerà le sue pratiche di pubblicazione conversazionale e collaborativa.
*questa attività sarà in lingua inglese*

BIO
Emilie Gallier è una coreografa e ricercatrice che lavora tra i Paesi Bassi e la Francia dove ha co-fondato Les Minières, tra l’agricoltura rigenerativa e le pratiche artistiche. Ha sviluppato l’idea e la pratica di lettura nella performance nella sua tesi ‘Reading in Performance, Lire en spectacle’ (2021, Coventry University, DAS Graduate School). Si interessa del non-scritto che fiorisce nella scrittura, coinvolgendo ecosistemi e terreni viventi. www.post-cie.com
Nienke Terpsma è artista e book designer. Dal 2004, si è occupata del (maga)-zine artistico di viaggio per la ricerca non-accademica Fucking Good Art con Rob Hamelijnck. FGA si impegna nel campo della ricerca nell’humus, vita attorno all’arte, condizioni (locali) di arte e cultura, con un interesse specifico per la storia orale, storia dell’idea,’anarchia,’ecologia. www.fuckinggoodart.nl

 

h. 14:00-17.30

NEUTOPICA
This manifesto is a place to be

This manifesto is a place to be è una pratica partecipativa di esplorazione del paesaggio e un esercizio di scrittura corale, come riflessione critica sul formato e sulla retorica affermativa del manifesto. Attraverso un processo di creazione si arriva alla realizzazione e alla stampa di una fanzine e/o di alcuni manifesti, in cui sono raccolti e riassemblati i materiali prodotti. Un gioco per fare un manifesto e per fare fallire il manifesto. Per fare potenzialmente infiniti manifesti: necessariamente situati, opachi, instabili.
È utopia in fieri, afferrata sempre solo parzialmente, mentre sparisce davanti a noi, nel folto di un bosco.

BIO
Neutopica promuove utopie localizzate e temporanee, realizzando formati sperimentali e collaborativi di residenza artistica transdisciplinare, in cui la ricerca e l’azione artistica sono intese come strumenti per la creazione di nuove forme di abitare, co-immaginando modalità di convivenza e alleanze intra e interspecifiche.
Neutopica è un progetto corale, nato nel 2019 da un’idea di Edoardo Mozzanega, in collaborazione con Eleonora Buono, Emanuela Gussoni, Barbara Novati, Flavia Passigli, Alex Piacentini, Angelica Villa, Marta Meroni, Lucia Palladino, Chiara Prodi e da una rete più ampia di artist3, creativ3 e attivist3 che l’hanno attraversata.

 

h. 14:00-16.00

DARIA GRECO
COLLAGE

Collage è un laboratorio di movimento che parte dalla tecnica artistica del collage.
Che sfumature e valenze potrebbe avere la stessa tecnica applicata ai corpi?
Collage è un campo d’indagine sulla complessità dello stare insieme.

BIO
Daria Greco è una danzatrice e autrice che basa la sua ricerca coreografica sul rapporto fra meccanica del corpo e immaginazione. Artista associata del gruppo Chiasma (MIC), autrice di Noyau (2017), [parentesi] (2022, collaborazione con Jacopo Ruben Dell’Abate) e Crangon Crangon (debutto Short Theatre 2022). Cofondatrice di Ostudio, SìR_sharing in Roma, Scup.

 

h. 16:15-17:35

TEODORA GRANO
DALL’ALTRO LATO – FROM THE OTHER SIDE

ESERCIZIARIO DI SCRITTURA PER L’EMISFERO E LA MANO SINISTRA
Leggere e scrivere non sono neutrali, possono essere personali, ma possono anche essere lenti focali per correggere la vista, per immaginare altri scenari, per inventare altri corpi.

BIO
TEODORA GRANO, si occupa di agitare il corpo.
Appartiene alla porzione di sapiens per cui scrivere è un organo di senso.
Vorrebbe rinascere nel mondo minerale.

 

h. 16:15-17:35

MICHELA DEPETRIS
TRANSFARAOKE

E’ una ricerca sull’uso della voce, della parola, sulla funzione della danza e sulle pratiche partecipative attraverso il dispositivo del karaoke, detonatore dell’azione, chiave d’accesso frivola a concetti densi, un mantra pop, guida per un viaggio che parla di trasformazione. I testi delle canzoni sono alimentati e/o tratti da letture di Karen Barad, Donna Haraway, Paul B. Preciado, bell hooks, Ursula K Le Guin, tra altrx; Le musiche sono pezzi midi di brani conosciuti (Gaga, Beyoncè, Despacito, Corona) e brani di musica elettronica di autrici meno commerciali.

BIO
Artista|performer|dance maker. Lavora in contesti performativi come interprete di altrǝ artistǝ e come creatrice, con linguaggi ibridi tra video, suono, performance, linguaggio coreografico e installazioni, interessata a produrre metodologie e formati che sfuggano alle logiche convenzionali e alle tempistiche abituali di produzione.

OGR – Torino

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OGR @ TORINO
13 > 15 Giugno 2022
ore :
Torino OGR
Corso Castelfidardo, 22
info biglietteria

Abbiamo incantato serpenti, nascosto oggetti, disegnato trame, spostato, annodato e aperto parole. Abbiamo incrociato gli sguardi, deviato significati e tramato alla luce del sole.

FUNZIONE DRAMMATURGICA

One of the essential axes on which the practice of dramaturgy turns is the accumulation of a reservoir of material – amassing knowledge in all fields: reading, listening to music, viewing exhibitions, watching performances, travelling, encountering people and ideas, living and experiencing and reflecting on all this. Being continuously occupied with the building up of a stock which may be drawn from at any time. Remembering at the right time what you have in your stockroom.
Marianne Van Kerkhoven, “Looking without pencil in the hand”
da Guy Cools, “Imaginative Bodies: Dialogues in Performance Practices“, Valiz Antennae, 2016

AMBIENTE DI RICERCA

Ispirati da Tim Ingold, “Siamo Linee“, Ist. Enciclopedia Italiana, 2020
E se un ambiente di ricerca complesso potesse essere immaginato come luogo di unioni simpatiche differenziali? Congiunzioni di linee attraverso nodi, linee che si offrono l’una all’altra dall’interno senza perdere la loro identità, la propria vitalità. E quando il nodo è sciolto, la linea porta in sé la traccia del nodo. Quindi ambiente di ricerca come una trama in cui il modellamento è reciproco.

PRATICA

“[…] I started with the idea that there’s something I do that is not training, process, or product, and that this thing is what underlies the decisions I make about training, process and product. And I wanted to call that thing my practice – but I didn’t have a way of saying that in one phrase – a slogan. Then I thought maybe I could say the underlying, over-arching thing I do is “giving and getting attention.
Da Chrysa Parkinson, “Self interview on practice“, 2008-2009

con Erika Di Crescenzo, Francesco Dalmasso, Elisa D’Amico, Elisabetta Consonni
e con noi in questo ambiente Alice Ruggero, Elisa Turco Liveri, Annika Pannitto, Mirko Guido

grazie a BASE Milano & Linda Di Pietro

Ecologies of care

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con Bojana Kunst e Martina Ruhsam
28 Novembre 2023
ore 17:30
Collegno (TO) Lavanderia a vapore
Foyer

Corso Pastrengo, 51

entrata libera
tesseramento consigliato a Workspace Ricerca X
/ 10€ con tote bag

info biglietteria

Nell’ambito del public program di Making room for critical thinking, Workspace Ricerca X presenta Ecologies of care, una conversazione articolata da Bojana Kunst e Martina Ruhsam.

A causa di problemi di salute, Bojana Kunst non potrà partecipare all’appuntamento previsto all’interno del public program.
L’incontro sarà tenuto da Martina Ruhsam, che presenterà una lecture dal titolo More than human relationships Choreography and performance as intra-action.

Il lavoro artistico è interconnesso con forme di vita e di lavoro precarie che contribuiscono al desiderio di cura nelle pratiche artistiche attuali.
Bojana Kunst e Martina Ruhsam parleranno del nuovo libro di Bojana Kunst “The Life of Art. Transversal Lines of Care” e del progetto di ricerca di Martina Ruhsam che si concentra sulla questione di come le arti performative possano essere (o diventare) una pratica socio-ecologica che si trasforma in risposta alle crisi ecologiche di cui siamo parte.

La conversazione si basa sul riconoscimento dell’intreccio tra vita e arte. La domanda su come potrebbe essere una vita diversa dell’arte deve includere una riflessione sulle condizioni economiche, strutturali e istituzionali del fare arte.
Quali sono le complessità e le asimmetrie della cura in relazione al lavoro artistico? Quando la cura per gli altri esseri umani e non umani è il motore del fare arte? E quali sono le politiche immanenti in gioco se la cura, la vulnerabilità e la precarietà sono al centro di un lavoro artistico? Quando questi interessi sono strumentalizzati da una forma di politica culturale che contribuisce a cancellare paradossi e complessità per preservare un pensiero binario?

Making room for critical thinking
Making room for critical thinking è il programma di Workspace Ricerca X per il 2023, che si articola attraverso due residenze di ricerca e alcuni appuntamenti pubblici, con il supporto di Lavanderia a Vapore / Fondazione Piemonte dal Vivo.

Artisti/e residenti Aurelio Di Virgilio, Polina Fenko, Miranda Secondari
Artisti/e satelliti Anna Basti, Barb Bordoni, Teodora Grano, Marta Sponzilli
Ospiti Julian Barnett, Bojana Kunst, Martina Ruhsam
Artisti curatori Francesco Dalmasso, Elisa D’Amico, Ambra Pittoni