Sliding Bodies

RESEARCH CAMPING – Sliding Bodies

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RESEARCH CAMPING
21 > 23 Novembre 2025
11:00 > 20:00

Camping
Lavanderia a vapore
Corso Pastrengo, 51
info biglietteria

Per la sua quarta edizione, dal 𝟐𝟏 al 𝟐𝟑 𝐧𝐨𝐯𝐞𝐦𝐛𝐫𝐞 2025, il 𝐑𝐞𝐬𝐞𝐚𝐫𝐜𝐡 𝐂𝐚𝐦𝐩𝐢𝐧𝐠 trasforma gli spazi della navata di Lavanderia a Vapore in ambienti ibridi tra finzione e realtà, che diventano dispositivi per lo scambio e la disseminazione di processi di ricerca artistica.

Come si sta insieme su un piano inclinato?

Che cosa si vede se lo sguardo è obliquo? Cosa si prova?

Dove va la mia ricerca se la lascio scivolare? E’ solo mia? Chi o che cosa si porta dietro?

𝐑𝐞𝐬𝐞𝐚𝐫𝐜𝐡 𝐂𝐚𝐦𝐩𝐢𝐧𝐠 – 𝐒𝐥𝐢𝐝𝐢𝐧𝐠 𝐁𝐨𝐝𝐢𝐞𝐬 è un luogo di inclinazione, di spostamento dall’asse, di scorrimenti, scivolamenti, scivolate e perdite di equilibrio, di ribaltamenti e vertigini, dove l’atto di collocare la ricerca in una dimensione inclinata la scuote in tutta la sua instabilità.

Gli ambienti di questa edizione che incarnano queste dinamiche sono lo 𝐬𝐜𝐢𝐯𝐨𝐥𝐨 e lo 𝐬𝐩𝐚𝐜𝐜𝐢𝐨: spazialità che incoraggiano pendenze, che sollecitano nuove modalità di relazione e negoziazione di equilibri precari e invitano a ripensare le forme di condivisione di pratiche e materiali nella dimensione corale del Camping. Questi ambienti si attiveranno con la condivisione di pratiche e materiali di ricerca, aperti alla comunità temporanea di artisti-ricercatori, di partecipanti e visitatori.

𝐋𝐚 𝐩𝐚𝐫𝐭𝐞𝐜𝐢𝐩𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 è 𝐥𝐢𝐛𝐞𝐫𝐚 e aperta a tuttx, previa iscrizione tramite form.

Concept, organizzazione e processo curatoriale:
Lavanderia a Vapore e Workspace Ricerca X

Ideazione e realizzazione dello spazio:
Associazione Bastione

Realizzato con il contributo della Fondazione Compagnia di San Paolo

Foto originale: S.Tsuchiya
Elaborazione immagine: Elisa D’Amico

con Daria Greco, Royal Divorce, Barbara Novati, Collettivo CRAC, Jovana Malinaric, Polina Fenko, Alice Ruggero, Lucia Di Pietro, Sara Saccottelli, Alessandro Tollari e Alessia Prati, Annika Pannitto, Elisa Zuppini, Emilie Gallier, Jacopo Jenna e Ariadne Mikou, Masako Matsushita e con gli artisti e le artiste del progetto di formazione Camp-in
con la partecipazione di Andreane Leclerc e con i mentor di Camp-in Camilla Guarino, Cristina Kristal Rizzo, Elisabetta Consonni, Enrico Malatesta, Giuseppe Comuniello, Salvo Lombardo
con la partecipazione del gruppo della rete Interspazio – Lavanderia a Vapore Festival Orlando, Invisible Cities, Zona K e Periferico Festival, con l’accompagnamento di Doriana Crema

Alessandro Tollari e Alessia Prati - I brought a photo of Ian Curtis

Una proposta di ricerca performativa che assume i capelli come archivio e superficie biopolitica. Una persona alla volta prende posto sulla seduta; la performer si prende cura dei capelli con movimenti dichiarati, ritmati, rispettosi. In cuffia scorre una narrazione che intreccia testimonianze, frammenti d’archivio, regolamenti disciplinari, pubblicità, finzione critica. Il gesto quotidiano della cura dei capelli diventa partitura sensoriale e atto politico, un’epistemologia tattile che produce responsabilità, consenso informato, negoziazione dei confini, possibilità di rifiuto.

 

Alessia Prati è dottoressa di ricerca, artista e ricercatrice presso il Dams dell’Università del Salento, dove conduce una ricerca sui legami tra pratiche performative e realtà aumentata. Durante il Dottorato presso l’Università Iuav di Venezia tra il 2021 e il 2023 ha trascorso un periodo di studio a Parigi presso il Centre National de la Danse di Pantin. Ha curato progetti editoriali – “Flexin Flexin try to exercise”, “Meet me in the Bathroom” – in dialogo con un gruppo di artisti italiani tra cui Annamaria Ajmone, BAROKTHEGREAT, Marco Mazzoni, Jacopo Miliani, Mara Oscar Cassiani. Ha lavorato come assistente per workshop di coreografia tenuti presso l’Università Iuav di Venezia dall’artista e coreografa Cristina Krystal Rizzo, dal coreografo Michele di Stefano e dallo studioso di coreografia e drammaturgia Stefano Tomassini. Ha collaborato come assistente alla regia con l’artista e coreografa Gina Monaco per IUAV Graduate Fashion Show 2021 e 2022, come regista per IUAV Graduate Fashion Show nel 2025.

Alessandro Tollari è dottorando presso il Dipartimento di Arti Visive, dello Spettacolo e della Moda dell’Università Iuav di Venezia, dove conduce una ricerca sui rapporti tra performatività e embodiment da un lato, e pedagogie critiche e trasformazione dei paradigmi scolastici dall’altro. Laureato in Linguistica presso l’Università di Torino, è docente di ruolo di materie umanistiche nelle scuole superiori, autore per la casa editrice Loescher e collaboratore dell’Ambasciata italiana in Albania per la formazione di insegnanti di lingua straniera. Ha studiato con Societas Raffaello Sanzio e conseguito un Master in Teatro e Pedagogia presso l’Università Cattolica di Milano. È consulente culturale per Compagnia Chiasma – Salvo Lombardo (Roma), Attitudes – spazio alle arti (Bologna), Lavanderia a Vapore (Torino).

Alice Ruggero - Zilì | Incontrarsi in uno spaesamento sonoro

Zilì è una pratica performativa delicata, circolare, immersiva che invita bambine, bambini e adulti a sostare in un paesaggio sonoro non familiare e decontestualizzato, offrendo ai partecipanti la possibilità di indugiare nella complessità sonora che li circonda. Zilì cresce nella relazione con quanti più corpi e spazi differenti, proprio perché nasce dal bisogno di condivisione di un’esperienza potente. Zilì è un incontro in uno spaesamento sonoro, per osservare cosa cambia nei corpi, nei pensieri, nello stare insieme quando cambia il paesaggio sonoro in cui siamo immers_.

Alice Ruggero (Bologna, 1985) è un corpo in ascolto. Trova fertili le zone di confine e ama ciò che si trova fuori contesto, ciò che si nasconde negli interstizi. La sua ricerca si nutre del lavoro per e con l’infanzia fra performance, formazione e curatela. D’estate, lavora in alpeggio, dove impara dagli animali che insegnano senza sapere e riesce a separare ciò che preme da ciò che pressa.

Andreane Leclerc - (X)

Andreane Leclerc – (X)

Come la contorsione può aiutarci a riavvolgere il nastro dello spazio e del tempo? Quali increspature conserva il nostro corpo e come si sono formate? Applicando i principi propri della tecnica della contorsione ai nostri corpi, è possibile ascoltarne i blocchi, i flussi e le storie che contengono, come un archivio vivente. X è un momento per risvegliare collettivamente le storie che abitano i nostri corpi, individuali e collettivi, sfidare i limiti di corpo e linguaggio per scrivere perimetri più ampi per le nostre identità.

Annika Pannitto - Anatomía imaginaria

Qual è il movimento interno che corrisponde a un piegamento della colonna? Quale l’operazione di sottrazione del sé, di spostamento dall’asse verticale, per generare uno spazio di immaginazione, creazione, dialogo, critica? Quale l’inclinazione che ci conduce verso l’altra/o? Anatomía imaginaria è una sessione di lavoro condivisa, un esercizio collettivo di immaginazione per modificare e piegare lo spazio in cui operiamo.
Un ambiente morbido, che si piega alle circostanze e agli accadimenti che non necessariamente possiamo e dobbiamo controllare.
Un grazie speciale a Elisa D’Amico e Briciole – microeditoria.

Annika Pannitto Nata in Italia nel 1981, Annika è una coreografa, danzatrice e ricercatrice nel campo della coreografia contemporanea. Dopo una breve carriera come danzatrice per altre coreografe, ha iniziato il proprio lavoro nel 2007 e da allora ha realizzato lavori per il teatro opere site-specific e film di danza. Il background di Annika nel balletto classico è stato fondamentale per la sua comprensione della tecnica e ha stimolato la scoperta e lo studio delle pratiche della danza contemporanea, che hanno ispirato e influenzato la sua ricerca di un interesse personale nello movimento e nella creazione coreografica. Le sue ultime opere sono fortemente influenzate dalla relazione tra ricerca pratica e teorica, che ha iniziato a sviluppare durante il MA di coreografia ad ArtEZ ad Arnhem,che ha terminato nel 2014. Il suo lavoro è stato ospitato in numerose sedi e festival in Europa e all’estero, come il Rotterdamse Schouwburg, il Museo Reina Sofía/Madrid, Diskurs ’15/Giessen, Dock 11/Berlino, Santarcangelo Festival, MAK Museum/Vienna, Atelier RE.AL/Lisbon, il Festival Marosi, B Motion/Operaestate e il Centro Danza Canal di Madrid.

Barbara Novati - What to do with this weight?

Indagare anatomicamente e somaticamente i temi del peso, della stanchezza, della consumazione, attraverso alcune pratiche fisiche che toccano e disordinano diverse aree del sistema sensoriale con un focus sul comportamento del peso dentro la caduta, l’uso dello sguardo in modo tattile, l’ascolto come motore dello spostamento, il dis-orientamento della colonna vertebrale e lo sbadiglio indotto come territorio ambiguo tra stanchezza, lamento, coro.

Barbara Novati Nata a Desio, nella periferia di Milano, Italia, nel 1994.
Dopo il diploma come danzatrice/performer presso l’accademia Civica Scuola d’Arte Drammatica Paolo Grassi di Milano nel 2017 lavoro con diversə coreografə della scena italiana come Cristina Kristal Rizzo, Ariella Vidach, Francesco Marilungo, Motus, Lucia Palladino (IT/BE), Gianmaria Borzillo. Come performer/modella collaboro con Antonio ed Efisio Marras, rivista d’arte GRASSO, rivista di moda erotica CARNALE.
Tra il 2019 e il 2021 partecipo alla progettazione e alle prime due edizioni di NEUTOPICA, progetto di residenze artistiche attorno al tema del fare casa e collettivo di ricerca. In questo contesto avvio una ricerca artistica sul corpo a riposo con la pratica performativa COLLINARE CLIMATICA. Nel 2021 mi laureo in filosofia all’Università Statale di Milano con una tesi in estetica.
Nello stesso anno collaboro con il compositore e sound artist Antonio Giaffreda (IT/FR) al concerto/performance ぼかし BOKEH_.
Dal 2022 sono basata in Francia dove, nel 2024, mi diplomo presso EXERCE master, programma biennale di ricerca in danza e coreografia sostenuto dall’ICI-CCN di Montpellier, diretto da Christian Rizzo in collaborazione con l’Université Paul Valery Montpellier 3, Francia. Accompagnata dalla mentorship di arstistə come Katerina Andreou (GR/FR), Myrto Katsiki (GR/FR), Anton Livingston (CA/BE), Pauline L. Boulba (FR) produco il solo SNOW ME UNDER (2023) e avvio il progetto in trio BADBYE/a generational odyssey (2024).
Nella mia ricerca estetica sono interessata alla fabbricazione di ambienti performativi dove la scrittura della danza si sviluppa a partire da stati del corpo e da una stratificata sperimentazione sensoriale legata all’esperienza della vita contemporanea.

collettivo CRAC - Dibattiti corporei 

Spazio performativo installativo che lascia spazio al pubblico e alla sua azione, aprendo a una riflessione musicale e corporale di cosa significhi partecipare, condividere uno spazio e innamorarsi di ciò che è presente. Diverse macchine da scrivere funzionanti a disposizione dei partecipanti, un musicista che compone il suo dell’ambiente live o accompagna l’azione: l’invito è di entrare insieme in un luogo dedicato alla ricerca, dove immergersi nelle sensazioni e nell’ascolto.
concept: Mara Roberto | performer: Mara Roberto, Chiara Jadore Cacciari | sound live: Federico Fornasari

Il collettivo CRAC desidera creare dispositivi, situazioni, dinamiche, reti collettive che sviluppino una performatività umana, cioè la possibilità di ogni persona di maneggiare un linguaggio artistico e creativo, non solo di fare ma anche essere: essere presente, essere con, essere per, essere teatro, essere trasformazione, essere linguaggi, essere forme. Il collettivo ricerca con precisione e ardore un paradigma immersivo, multisensoriale, itinerante, partecipato. La partecipazione è il valore posizionale che la persona sceglie o si trova a vivere. Il collettivo ricerca la sorpresa e l’imprevisto. Si ricerca l’effimero, l’inutile. Il cedimento. La frattura. La soglia. Il vuoto. Le stratificazioni. Le rotture. Un CRAC.

Daria Greco - Codice

Allenare la possibilità – o meglio l’impossibilità – di parlare sott’acqua. Ai partecipanti e alle partecipanti viene chiesto di riempirsi la bocca d’acqua e leggere un testo scritto – litigi presi da film famosi – consegnato loro dall’artista, rigorosamente con la bocca piena. Prende così vita la litigata più paradossale della storia, in cui il conflitto affoga nella sua stessa pratica.

Daria Greco è una danzatrice e autrice che basa la sua ricerca coreografica sul rapporto fra meccanica del corpo e immaginazione. Capibara nella vita precedente e elefante domani, durante l’infanzia ha contratto il virus HSV-1 altresì detto Herpes Simplex o “febbre delle labbra” con cui si relaziona periodicamente, ormai nell’accettazione della tesi di qualcunə che un giorno le ha detto che è sexy. Ha una passione per gli elenchi e per il ritrovamento di oggetti per strada che appartengono alle categorie del doppio ritrovati in forma singola: un guanto, una scarpa, un orecchino. Affida le sue intuizioni al corpo e sente di poter stare al mondo facendo quello che le piace.

Elisa Zuppini - The Grid

Nella vita quotidiana percepiamo e abitiamo lo spazio in modo spontaneo. Micro e macro strutture invisibili orientano i nostri movimenti, spesso in modo inconscio. The Grid si configura come una mediazione astratta, un’interfaccia che amplifica l’esperienza percettiva e cognitiva, rendendo visibili le dinamiche latenti che articolano le relazioni tra corpo, spazio e virtualità.

Elisa Zuppini è una coreografa e danzatrice italiana che vive ad Amsterdam, diplomata alla SNDO (School for New Dance Development). La sua pratica esplora l’intersezione tra movimento, pensiero sistemico e filosofia contemporanea. Considera la coreografia come una forma di architettura relazionale e affettiva, un sistema in cui elementi spaziali e temporali interagiscono dinamicamente generando significato.
photo credits Disambiguation at Frascati Theatre, photo by Thiemi Higashi

Emilie Gallier - Horizons holding holes

Horizons holding holes è un invito a unirsi alla ricerca di saperi sotterranei. Apriremo barattoli e prepareremo tè da un giardino-bussola, confezionando bustine di tè e attraversando le direzioni cardinali. Sperimenteremo la reciprocità in posture del tenere e dell’essere tenuti. Condividerò inoltre l’ultima edizione del reader di Gleaners and the Worms: Earthworms Dialogues, concepito e curato insieme a Nienke Terpsma. Abbiamo consultato persone molto giovani e scienziati specializzati nei lombrichi, raccogliendo domande sotto forma di disegni e collezionando informazioni sui vermi, sui saperi e sulle competenze per connettersi al suolo in modi rigenerativi.

Emilie Gallier (she, her) è trattenuta dal suolo a Leida (Paesi Bassi) e Les Minières (Francia). Lettrice incarnata, ballerina, giardiniera, madre, ricercatrice con un interesse per le situazioni legate al sostenere e all’essere sostenute, alla lettura con uno sguardo tattile, a testa bassa e sedere in alto. Attraverso la danza, le trame, la documentazione della danza, studia e co-sviluppa pratiche di connessione con il suolo, con la biodiversità e la diversità delle esperienze, resistendo al dominio.

Eugenia Coscarella, Kadri Sirel - Archivio liquido

L’Archivio Liquido desidera essere il centro cardiaco del Research Camping. Uno spazio di accoglienza, rilascio, espansione dell’ascolto di ciò che scorre nel sangue e arriva al cuore. Guidati dall’immagine simbolica dell’acqua e il suo calore, ci connettiamo ai nostri corpi come archivi liquidi di memorie, emozioni, sensazioni, pensieri, paure, desideri. Cosa trabocca dal cuore? Come ossigeniamo il nostro archivio?

 

Kadri Sirel ed Eugenia Coscarella sono due artiste che si incontrano in Lavanderia a Vapore
dove collaborano dal 2023 sviluppando processi e pratiche artistiche di documentazione con un
approccio corografico, dando vita al blog di Lavanderia a Vapore e a pratiche e installazioni di
Archivio, presenti duranti gli eventi pubblici di Lavanderia a Vapore. Entrambi i progetti si
sviluppano attraverso processi alchemici e tecniche di compostaggio.

Jacopo Jenna e Ariadne Mikou - Nothing is lost, please let it go + Danzacronaca

PRATICA #1
Nothing is lost, please let it go
esercizi per stimolare pratiche di anarchiviazione
La pratica si incentrerà sulla memoria retrospettiva come forma di concentrazione sul presente per ripensare ad esperienze e memorie passate. Si tenderà a creare un territorio accogliente e partecipativo per il gruppo attraverso piccole esplorazione somatiche che tenderanno a sperimentare forme verbali e fisiche, al fine di scatenare forze anarchichescivolando sotto la superficie del controllo.

PRATICA #2
Danzacronaca
Attraverso uno score di istruzioni, ogni partecipante dovrà descrivere analiticamente il video che scorre sullo schermo, in una sorta di flusso di coscienza o “telecronaca” delle immagini di danza.

Jacopo Jenna è coreografo e regista. Il suo lavoro indaga la percezione del corpo in relazione al movimento, attraverso una ricerca che investe la coreografia e il video, studiando nuove possibilità di incorporazione della danza, spaziando tra vari linguaggi e generando molteplici contesti performativi.

Ariadne Mikou è un’artista e ricercatrice di danza di origine greca. Parallelamente alla pratica creativa con coreografie partecipative, partiture coreografiche, installazioni e cortometraggi, collabora con artisti, festival e istituzioni per progetti di divulgazione e di ricerca su temi legati alla memoria, alla trasmissione e all’interdisciplinarità.

Jovana Malinarić - Cosa should osoba biti?

Il progetto propone una pratica conversazionale modulata dalla drammaturgia dell’errore. Attraverso un game-based score, mette in moto il linguaggio come una pratica relazionale – come l’atto concreto di parlare, ascoltare e plasmare reciprocamente. Se immaginassimo le conversazioni come degli scivolamenti sul liquido che una lingua versa quando perde efficacia, sarebbe finalmente possibile errare, sbagliare la direzione e comunque arrivare da qualche parte?

Jovana Malinarić lavora a livello internazionale come dramaturg, ricercatrice e insegnante presso l’Università di Bologna, Naba di Milano e Malmö Theatre Academy. Tiene un dottorato di ricerca sulla pratica drammaturgica del titolo La drammaturgia come pensiero e pratica. Il lavoro del dramaturg nel teatro contemporaneo presso l’Università di Bologna in collaborazione con l’Università di Utrecht. Insieme a Simone Corso nel 2020 fonda il progetto di ricerca artistica also.know.as. all’interno del quale sperimentano le collaborazioni internazionali, per lo più con i paesi dell’ex Jugoslavia e con il collettivo di artisti siriani immigrati in Europa Ma’louba con la sede a Parigi e Berlino. Investigano gli approcci decoloniali all’interno di processi creativi, con la particolare cura alle collaborazioni, alle forme di performance documentaria e ai dispositivi drammaturgici. Dal 2025 è co-direttrice artistica dell’Outis-centro nazionale di drammaturgia contemporanea. Collabora come dramaturg con il gruppo di ricerca artistica svizzero Trickster-P.

Lucia di Pietro - Sliding Therapy

Pratica collettiva e performativa che nasce dall’idea che tutto possa essere “terapizzato”, ovvero reinterpretato e “riposizionato” nell’universo della terapia, attraverso la pratica del gioco, della performance e della traduzione. L’azione non ha l’obiettivo di guarire o produrre benessere nel senso medico tradizionale, ma piuttosto quello di attivare insieme i processi di un FANTASTIC TURN: uno scarto di immaginazione, per generare nuove “para-pratiche” di cura.

Lucia Di Pietro è una coreografa, performer e ricercatrice con base a Venezia. La sua teoria-pratica artistica spazia tra performance, ricerca accademica, progetti site-specific e pratiche somatiche. Ha studiato Coreografia a Lisbona (seguendo il corso intensivo biennale PEPCC dell’Accademia Forum Dança) e a Vienna, grazie alla borsa di studio danceWeb di ImpulsTanz. Ha studiato con coreografx come Steve Paxton, Meg Stuart, Deborah Hay, Keith Hennessy, Loic Touze, Matteo Fargion, Jennifer Lacey, Joao Fiadeiro, etc.È laureata in Studi Performativi e di Genere presso l’Università IUAV di Venezia e dal 2024 svolge un dottorato practice based in Arti Performative presso la stessa Università.Nel 2023 il suo progetto KaraOCHE, prodotto da Stalker Teatro Torino, ha vinto il finanziamento SIAE “Per chi crea” nella sezione Nuove Opere. I suoi lavori esplorano e mescolano i confini tra realtà e finzione, progettando dimensioni fantastiche in cui il pubblico possa immergersi.

Masako Matsushita - FACING

FACING crea spazi dove le persone si trovano di fronte, rivolti verso a qualcosa o qualcuno, per mettersi finalmente a confrontarsi. Oppure affrontano insieme. Niente più scuse per ignorarsi: gli ambienti sono progettati per essere rivolti verso gli altri, stimolando interazioni dirette e confronti a volte imbarazzanti. Ma non preoccuparti, è tutto parte dell’esperienza: si cammina, si riflette, e si condivide. Un luogo perfetto per socializzare… se sopravvivi al momento imbarazzante.

Masako Matsushita è un’artista e coreografa italo-giapponese che esplora il movimento, l’identità culturale e la percezione sensoriale. Le sue opere, con una forte componente installativa e relazionale, trasformano lo spazio in esperienza condivisa. Collabora con curatori, sound artist e istituzioni, esplorando il corpo come veicolo di conoscenza.

Polina Fenko - When the Ground Tilts

Uno spazio per riflettere attraverso l’azione sulle coreografie sociali dei parchi giochi per bambini, attraverso i loro elementi ricorrenti. Cosa c’è dietro le potenzialità architettoniche e coreografiche di queste costruzioni? Cosa significa condizionare uno spazio per un’esperienza di gioco? Da dove ha origine la dimensione sociale all’interno delle condizioni vivaci e complesse dei parchi giochi? Per giocare con queste domande, vengono create diverse situazioni coreografiche ispirate a vari parchi giochi ed esaminate attrazioni e strutture simili nel cinema e nell’arte visiva.

Polina Fenko, artista e dramaturg nata a San Pietroburgo e basata a Berlino, ha un MA in Contemporary Theatre, Dance and Dramaturgy (Utrecht University). Attualmente lavora come dramaturg per il TanzTage Festival (Sophiensæle) e ricerca il rapporto tra coreografia sociale, somatecnica e politiche percettive.

Royal Divorce - il primo respiro sulla terra e il suo conseguente sublime collasso

Performance site specific in divenire che attraversa le zone liminali del digitale, tra ascolto collettivo, memoria dispersa e archivi virtuali. Il lavoro parte da un gesto di archeologia emotiva: leggere, montare e riattivare i commenti lasciati dagli utenti sotto i video musicali su YouTube. Il processo collettivo avvenuto durante il workshop viene messo in scena in una continua rielaborazione del materiale,  insieme allo stesso gruppo di lavoro con il quale è cominciato il processo.

Royal Divorce è un collettivo nato nel 2023 dalla collaborazione tra gli artisti Teresa Barbagallo, Angelo Licciardello e Sebastiano Sicurezza. Seguendo una logica visiva legata alle immagini di scarto e al loro potere hauntologico, Royal Divorce si muove nella crisi sistemica della rappresentazione, nello scontro tra l’archivio storico e quello digitale, scatenando paesaggi che vivono al limite tra l’installazione visiva e la performance. Le immagini e i testi amatoriali provenienti dal web diventano un veicolo drammaturgico per esplorare l’impatto che gli archivi digitali producono sull’immaginario collettivo e individuale.

Sara Saccotelli - Parigi Nera

L’installazione si compone di fotografie disposte mostrando il retro anziché il fronte; sul retro di ciascuna c’è scritto a mano l’orario in cui è stata scattata. L’ordine in cui sono collocate è l’ipotesi di un unico giorno immaginario, dalla mezzanotte alla mezzanotte: i tempi si mescolano, si sommano e diventano un unico giorno. Il suggerimento è aggirarsi, tra i numeri e le forme. Per essere guardate, le fotografie vanno raggiunte, toccate, scelte. L’indicazione è prendere una fotografia e portarla via con sé. Il desiderio è che avvenga uno svuotamento dell’archivio e la migrazione degli oggetti fotografici che lo hanno composto.

Sara Saccotelli è performer e autrice con una pratica multidisciplinare. Nata e cresciuta nella campagna piemontese della Val di Susa, ha vissuto in Francia e in Sardegna e attualmente è di base a Torino. Ha una formazione che inizia dallo studio del movimento, tra danza classica e discipline aeree, e si articola perlopiù al di fuori dal mondo strettamente accademico. Essenziali sono stati gli incontri con Doriana Crema, Gabriele Vacis, Francesca Cinalli, Cristina Kristal Rizzo, Bush Hartshorn. Allena una forma di coesistenza tra pratiche e media tramite una ricerca che è intimamente legata alla storia personale e all’osservazione del circostante. Si muove tra poesia, arti visive e performative. Con un approccio da artigiana e raccoglitrice, si interessa alle possibilità degli archivi, alla costruzione dei ricordi e al legame tra ricordi, narrazioni di sé e immaginazioni; alla definizione di confine temporale, spaziale, identitario. Esplora la dimensione partecipativa e relazionale dell’arte e ha un’attenzione verso l’urbano, l’attraversamento dei luoghi e i rapporti tra spazio pubblico, beni comuni, individui e comunità. Recentemente ha intrapreso un’indagine intorno ai temi della malinconia e della morte, interrogando le parole che caratterizzano e descrivono l’una e l’altra.
Nel biennio 2023-2025 prende parte al progetto Creative Campus di Sardegna Teatro. Per il festival Giornate del Respiro 2024 presenta uno studio dell’installazione Parigi nera, una ricerca intorno alla relazione tra immagine, tempo e memoria. Dall’ottobre 2023 collabora con il collettivo DOM- (Leonardo Delogu e Valerio Sirna) negli spettacoli La Città che Cammina e Darkness Picnic. Alcune sue poesie appaiono sulle riviste Minima Poesia, Risme, La Seppia, Waste.

Workspace Ricerca X - Se la ricerca è un terreno di incontro, sappiamo dove ritrovarci

Ricerca X compie 10 anni. Festeggiamo insieme attraverso un momento amarcord che raccoglie voci vicine e lontane, pratiche, immagini, canzoni, testi, parole, visioni sparpagliate negli anni di Ricerca X, dal 2016 ad oggi. Se la ricerca è un terreno di incontro, sappiamo dove ritrovarci.

Workspace Ricerca X – Research and Dramaturgy è una piattaforma per lo sviluppo e il sostegno della ricerca artistica e della drammaturgia nel campo della coreografia e della performance.
Nata nel 2016 con l’obiettivo di divulgare, interrogare e legittimare la ricerca artistica nel contesto italiano, si muove dall’intenzione di consolidare una cultura della ricerca artistica in Italia

CAMP-IN

CAMP-IN è un nuovo progetto di formazione dedicato a dance maker emergenti: un gruppo affiancato da mentor che si stanzia in Lavanderia abitando a fondo i propri frammenti di studio. Una dimensione riflessiva e intima in cui sperimentare una pedagogia orizzontale. Il progetto si basa su una pedagogia practice-based e orizzontale, secondo la quale il ruolo dellə mentor è trasmettere proprie competenze e poetiche con finalità maieutiche, volte a stimolare nellə partecipanti la capacità di trovare soluzioni individuali e innovative alle proprie domande artistiche.

Con G. Re, Christopher Serebour, Clara Delorme, Nunzia Picciallo, Ornella Trespidi, Erica Meucci
Mentor: Camilla Guarino, Cristina Kristal Rizzo, Elisabetta Consonni, Enrico Malatesta, Giuseppe Comuniello, Salvo Lombardo

DANCE WELL

Dance Well è una pratica artistica – rivolta principalmente a persone con Parkinson – aperta a tutti: caregivers, familiari, artisti, danzatori, studenti, cittadini. Un’occasione per praticare insieme la danza e la filosofia in luoghi deputati alla bellezza (come teatri, musei o parchi), dando voce a insolite comunità di ricerca. 

TANZ TANZ / ECOSISTEMA_AUTUNNO/INVERNO AL RESEARCH CAMPING

Con l’accompagnamento di Francesca Cinalli (performer e coreografa)
tappeto sonoro di Paolo De Santis; con il coinvolgimento dei Campi Creativi
a cura di Associazione Didee – nell’ambito di La Piattaforma – Nuovi corpi, nuovi sguardi 2025

Planare come foglie, scivolare sulla neve, perdere la postura diritta e danzare nell’aria. Sperimentare, a tutte le età, l’interdipendenza fra esseri umani, animali e ambiente, vivendo l’allestimento del Research Camping e condividendo le pratiche che lo attraversano.

INTERSPAZIO

INTERSPAZIO è una rete informale che riunisce le curatrici e i curatori di Lavanderia a Vapore, Festival Orlando, In/Visible Cities, Zona K e Periferico Festival. Nasce come laboratorio nomade di ricerca collettiva che esplora l’arte come spazio pubblico e i linguaggi artistici come luoghi capaci di generare una convergenza di moltitudini.
INTERSPAZIO invita artiste, artisti e comunità a interrogarsi sul concetto di “pubblico” come spazio politico, relazionale e immaginativo, aprendo un tempo di sospensione dalle logiche produttive per favorire scambio, riflessione e apprendimento reciproco. È un terreno comune in cui le pratiche artistiche diventano strumenti di convivenza e trasformazione sociale e dove la ricerca condivisa si fa gesto politico e spazio di relazione.

Research Camping 2025 – Sliding Bodies | OPEN CALL

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RESEARCH CAMPING
21 > 23 Novembre 2025
ore :

Camping Lavanderia a vapore
Corso Pastrengo, 51
info biglietteria

Dal 21 al 23 novembre 2025, torna il Research Camping per la sua quarta edizione, trasformando gli spazi della navata di Lavanderia a Vapore, dal foyer al teatro, in ambienti ibridi tra finzione e realtà, che diventano dispositivi per lo scambio e la disseminazione di processi di ricerca artistica. Il Camping non solo ospita ricerche ma si costituisce come una ricerca in sé protesa all’immaginazione di alternative sociali e politiche.

 

COS’È IL RESEARCH CAMPING 

Durante il Research Camping la ricerca, da spazio intimo a porte chiuse, si fa piazza immaginifica per nuove politiche, una terra di mezzo che accoglie creazioni ancora in formazione e offre asilo a pensieri e immaginari alternativi alla retorica muscolare e al tempo affannato dell’efficienza e della produzione.

In un tempo ossessionato dallo scintillare del prodotto nuovo -e non sempre innovativo- e con rapida obsolescenza programmata, la ricerca offre lo spazio per risposte creative e inattese che spesso stratificano e rivitalizzano materiali e memorie con logiche circolari, associative e imprevedibili. Come la ricerca artistica può essere un navigatore della trasformazione che anima incessantemente le nostre cellule e i contesti in cui viviamo? 

Attraverso la condivisione pubblica di pratiche individuali, la ricerca straborda e si fa corale dando vita a paesaggi visionari e allo stesso tempo esperibili attivando uno spazio comune ma fuori dal comune.

 

RESEARCH CAMPING 2025 – SLIDING BODIES

E se perdessimo la retta via? E se perdessimo la rettitudine e per farlo rinunciassimo alla postura eretta, per abbracciare, senza troppa gravità, l’atto stesso di cadere come coreografia di una nuova politica? 

Research Camping 2025 indaga lo scivolare come postura e dinamica relazionale, come anatomia dell’interdipendenza, articolando tematicamente l’inclinazione verso ciò che è altro, non familiare, la circolarità della condivisione e il fallimento, scivolone per eccellenza, come poteri privilegiati per riscrivere simbolicamente un mondo nuovo che ripesca nel vecchio, nelle radici di uno stare insieme e di economie antiche.

Sovvertendo metaforicamente la narrazione che sigilla il momento di erezione, dal suolo, come tappa evolutiva dal primate al suprematismo, Sliding bodies riavvolge la percezione dello spazio-tempo, disorienta i corpi rinegoziando flussi e relazioni, generando movimenti oscillatori, atti di reciproco supporto e smarrimento collettivo: una prova che protendersi all’altro è un superpotere contro l’atteggiamento assertivo e delirante dell’egocentrismo

E se il potere non fosse più associato con la rigidità della forza e la performatività della sicurezza? Quando cadere ha smesso di essere meraviglioso svelamento?

Come si sta insieme su un piano inclinato?

Che cosa si vede se lo sguardo è obliquo? Cosa si prova?

Dove va la mia ricerca se la lascio scivolare? È solo mia? Chi o che cosa si porta dietro?

Sliding Bodies è un luogo di inclinazione, di spostamento dall’asse, di scorrimenti, scivolamenti, scivolate e perdite di equilibrio, di ribaltamenti e vertigini, dove l’atto di collocare la ricerca in una dimensione inclinata la scuote in tutta la sua instabilità.

Uno spazio-tempo in cui i moti oscillatori sussurrano nuove costituzioni, scrivono economie dello scambio, surriscaldano l’atmosfera grazie allo sfregamento da contatto, suggeriscono andamenti sinuosi in un continuo dondolare e circolare: bozzoli, amache, tensioni di forze e scivoli che incoraggiano la perdita della messa a fuoco per sfumare i confini.

Gli ambienti di questa edizione che incarnano queste dinamiche sono lo spaccio e lo scivolo: spazialità che incoraggiano pendenze, che sollecitano nuove modalità di relazione e negoziazione di equilibri precari, e invitano a ripensare le forme di condivisione di pratiche e materiali nella dimensione corale del Camping.

Questi ambienti si attiveranno con la condivisione di pratiche e materiali di ricerca, aperti alla comunità temporanea di artisti-ricercatori, di partecipanti e visitatori.

COSA CERCHIAMO 

Invitiamo artiste/ricercatrici e artisti/ricercatori a inviare proposte articolate a partire dal proprio percorso di ricerca, in risonanza alle domande di questa edizione e alla dimensione del Research Camping.

Invitiamo proposte che non solo o non necessariamente esplorino tematicamente le parole chiave della call ma che le sperimentano in modo diretto con attitudini, metodi e posture.

I formati delle proposte possono essere: 

  • pratiche di ricerca, intese come proposte da condividere con un gruppo di persone che pratica e/o osserva
  • materiali di ricerca multimodali, intesi come tasselli del processo di ricerca (suoni, parole, immagini, testi, oggetti…), da organizzare nello spazio per essere attraversati dai partecipanti, anche come installazione.

Le proposte possono essere collocate in uno degli spazi del Camping:

  • lo spaccio 

Cosa succede nello spaccio? Scambi e movimenti fugaci, veloci, quasi impercettibili. Movimenti che lasciano tracce, da raccogliere, abbandonare, barattare o trafugare, come tesori segreti o reliquie nascoste. O forse si soffia su ingredienti abbandonati, per togliere la polvere o per diventare amiche della muffa. Lo spaccio accoglie proposte rivolte a piccoli gruppi o a singoli, collocabili in spazi ridotti focalizzati su scarti, trasmissione, archiviazione, recupero e stratificazione di materiali e riferimenti.

  • lo scivolo

Discese morbide e corali, su strutture ripide e inclinate dove la superficie è smussata e permeabile. Uno spazio di disequilibrio e di posture instabili, dove occorre rinegoziare continuamente il proprio orientamento. Sovvertire la rigidità in favore di riassestamenti, scivoloni, adagiamenti, riposi collettivi e vedute dall’alto. Lo scivolo accoglie proposte collettive, per piccoli o grandi gruppi, da collocare in uno spazio ampio.

Tutte le proposte dovranno avere una durata massima di 30 minuti ed essere compatibili con la rotazione e la coabitazione delle altre proposte: la condivisione dello spazio e dei tempi è un principio curatoriale e organizzativo del Camping, inteso come esperienza collettiva e condivisa. 

COSA OFFRIAMO 

I partecipanti riceveranno un contributo economico di 300€ per residenti/domiciliati a Torino e nel raggio di 50km, o di 500€ se residenti a distanza maggiore.

Si richiede di essere in possesso di Partita IVA individuale o la possibilità di appoggiarsi ad associazioni o organizzazioni che possano emettere fattura.

Gli artisti e le artiste selezionate sono invitati a partecipare a tutte le giornate del Research Camping.

COME PARTECIPARE

Per inviare la propria proposta compilare questo form entro e non oltre il 15/09/2025 

FORM OPEN CALL

I risultati saranno comunicati via mail e resi noti nel sito www.lavanderiaavapore.eu entro il 15/10/2025.

Per info e domande contattare Anna Estdahl / Lavanderia a Vapore: estdahl@lavanderiaavapore.eu (attivo fino al 31 luglio e dal 01 settembre).

Research Camping 2025 – Sliding Bodies
a cura di Workspace Ricerca X e Lavanderia a Vapore

CREDITI Immagine  Foto originale: S.Tsuchiya  Elaborazione: Elisa D’Amico