ore :
Torino OGR
Corso Castelfidardo, 22
info biglietteria
Abbiamo incantato serpenti, nascosto oggetti, disegnato trame, spostato, annodato e aperto parole. Abbiamo incrociato gli sguardi, deviato significati e tramato alla luce del sole.
Abbiamo incantato serpenti, nascosto oggetti, disegnato trame, spostato, annodato e aperto parole. Abbiamo incrociato gli sguardi, deviato significati e tramato alla luce del sole.
“One of the essential axes on which the practice of dramaturgy turns is the accumulation of a reservoir of material – amassing knowledge in all fields: reading, listening to music, viewing exhibitions, watching performances, travelling, encountering people and ideas, living and experiencing and reflecting on all this. Being continuously occupied with the building up of a stock which may be drawn from at any time. Remembering at the right time what you have in your stockroom.”
Marianne Van Kerkhoven, “Looking without pencil in the hand”
da Guy Cools, “Imaginative Bodies: Dialogues in Performance Practices“, Valiz Antennae, 2016
Ispirati da Tim Ingold, “Siamo Linee“, Ist. Enciclopedia Italiana, 2020
E se un ambiente di ricerca complesso potesse essere immaginato come luogo di unioni simpatiche differenziali? Congiunzioni di linee attraverso nodi, linee che si offrono l’una all’altra dall’interno senza perdere la loro identità, la propria vitalità. E quando il nodo è sciolto, la linea porta in sé la traccia del nodo. Quindi ambiente di ricerca come una trama in cui il modellamento è reciproco.
“[…] I started with the idea that there’s something I do that is not training, process, or product, and that this thing is what underlies the decisions I make about training, process and product. And I wanted to call that thing my practice – but I didn’t have a way of saying that in one phrase – a slogan. Then I thought maybe I could say the underlying, over-arching thing I do is “giving and getting attention.”
Da Chrysa Parkinson, “Self interview on practice“, 2008-2009
con Erika Di Crescenzo, Francesco Dalmasso, Elisa D’Amico, Elisabetta Consonni
e con noi in questo ambiente Alice Ruggero, Elisa Turco Liveri, Annika Pannitto, Mirko Guido
grazie a BASE Milano & Linda Di Pietro
Abbiamo incantato serpenti, nascosto oggetti, disegnato trame, spostato, annodato e aperto parole. Abbiamo incrociato gli sguardi, deviato significati e tramato alla luce del sole.
“One of the essential axes on which the practice of dramaturgy turns is the accumulation of a reservoir of material – amassing knowledge in all fields: reading, listening to music, viewing exhibitions, watching performances, travelling, encountering people and ideas, living and experiencing and reflecting on all this. Being continuously occupied with the building up of a stock which may be drawn from at any time. Remembering at the right time what you have in your stockroom.”
Marianne Van Kerkhoven, “Looking without pencil in the hand”
da Guy Cools, “Imaginative Bodies: Dialogues in Performance Practices“, Valiz Antennae, 2016
Ispirati da Tim Ingold, “Siamo Linee“, Ist. Enciclopedia Italiana, 2020
E se un ambiente di ricerca complesso potesse essere immaginato come luogo di unioni simpatiche differenziali? Congiunzioni di linee attraverso nodi, linee che si offrono l’una all’altra dall’interno senza perdere la loro identità, la propria vitalità. E quando il nodo è sciolto, la linea porta in sé la traccia del nodo. Quindi ambiente di ricerca come una trama in cui il modellamento è reciproco.
“[…] I started with the idea that there’s something I do that is not training, process, or product, and that this thing is what underlies the decisions I make about training, process and product. And I wanted to call that thing my practice – but I didn’t have a way of saying that in one phrase – a slogan. Then I thought maybe I could say the underlying, over-arching thing I do is “giving and getting attention.”
Da Chrysa Parkinson, “Self interview on practice“, 2008-2009
con Erika Di Crescenzo, Francesco Dalmasso, Elisa D’Amico, Elisabetta Consonni
e con noi in questo ambiente Alice Ruggero, Elisa Turco Liveri, Annika Pannitto, Mirko Guido
grazie a BASE Milano & Linda Di Pietro
6 traiettorie artistiche
6 percorsi di ricerca
6 modi di affrontare il corpo performativo e la coreografia
A conclusione di un percorso di ricerca, sviluppatosi durante tre residenze condivise, i coreografi e autori selezionati per il progetto Workspace_Ricerca X condivideranno la loro ricerca con il pubblico.
La serata è un’occasione per vedere sei diversi approcci al corpo performativo e alla costruzione coreografica.
I progetti sono stati sviluppati in un’ottica di condivisione e di scambio pratiche (peer-coaching) tra i partecipanti, anche attraverso l’incontro con i coreografi ospiti quali Barbara Berti e Caterina Basso e gli stimoli offerti dai tutors quali Charlotte Zerbey, Cristina Caprioli e Bart Van den Eynde.
I lavori presentati indagano la coreografia ora come comportamento collettivo e costruzione di paesaggi nel lavoro di Ambra Pittoni, ora come struttura di gioco e di incontro nella collaborazione tra Teresa Noronha Feio e Francesco Sgrò, ora come design spaziale collettivo come proposto da Sharon Estacio, ora come detour simbolico nello studio dello “scoccare frecce” in Francesca Cinalli. Così come il corpo performativo diventa ora mappa del vissuto in Elena Pisu Sangiorgi, ora ricerca di un ordine percettivo peculiare in Cinzia Sità.
Il progetto Workspace Ricerca X / research & dramaturgy, direzione di Carlotta Scioldo e Erika Di Crescenzo (ass. cult. StandOrt Performing), ha come obiettivo la creazione di una piattaforma per lo sviluppo e il sostegno della ricerca artistica attraverso il supporto artistico, amministrativo e logistico di professionisti nel campo della danza contemporanea e performance.
Workspace, termine di impronta europea, indica un centro specializzato nella ricerca applicata di una o più discipline artistiche al fine di produrre conoscenza basata sull’innovazione. Da novembre 2015 a ottobre 2016, nove giovani autori sono impegnati nello sviluppo di un personale progetto di ricerca, non necessariamente finalizzato ad una produzione, affiancati da specialisti nazionali e internazionali di settore e attraverso la modalità di condivisione alla pari (peer-coaching) .
Tutors invitati a questa prima edizione sono stati Charlotte Zerbey (co- direttrice di Company Blu, ex- danzatrice di Sasha Waltz, collabora con Steve Paxton, Julyen Hamilton, Katie Duck), Cristina Caprioli (danzatrice, coreografa e pedagoga, fonda a Stoccolma la compagnia Ccap, ex-Direttrice del programma di coreografia presso l’University College di danza in Svezia), Bart Van Den Eynde (dramaturg di Meg Stuart e Ivo Van Hove, ex coordinatore del centro di ricerca artistica A.pass, insegnante e coordinatore nelle università di Belgio e Olanda).
Il progetto nasce dalla collaborazione con Fondazione Piemonte dal Vivo; Università degli Studi di Torino, Prof. Alessandro Pontremoli; Compagnia Stalker Teatro (Torino); Peer-coaching Company Blu (Sesto Fiorentino); Anghiari Dance Hub (Anghiari).
La ricerca spesso tende temporalmente in avanti, al non ancora conosciuto, a ciò che si scopre seguendo un percorso di serendipità. Durante questa residenza Amina e Lucia riformuleranno il loro percorso di ricerca, analizzando elementi da cui provengono: referenze visive, gestuali e coreografiche, con il fine di affinare metodologie per il futuro.
AMINA AMICI
In questa nuova sessione di Ricerca X, porrò particolare attenzione al rapporto della mia traiettoria coreografica con la musica mettendo in evidenza le scelte e le modalità utilizzate in relazione all’atto corporeo. Immergersi, a piene mani appunto, nell’analisi di un dato brano musicale per trarne ispirazione compositiva, come spesso mi accade con lo stesso corpo anatomico.
Un nuovo punto focale di sperimentazione delle mie modalità di lavoro.
LUCIA PALLADINO
Nell’ambito del processo di ricerca creativa dell’anno 2016-2017 ho focalizzato il lavoro sulle procedure di creazione e la metodologia. Mi sono osservata osservare.
Ho riconosciuto le radici della mia posizione artistica, da dove vengo, e i modi in cui queste radici si fondono in una nuova pianta, una mappa attraverso la quale traduco la realtà.
Nel 2018 a Ricerca X riprenderò il progetto Augenblickgott, che sto svilppando assieme a Piero Ramella. Il nostro lavoro sarà incentrato sulla parola, sul suo corpo e sulla traduzione di questo corpo in movimento.
per maggiori info:
PUNTI FOCALI, connessioni di Amina Amici
WHAT IS THERE? di Lucia Palladino
per partecipare è possibile scrivere a
ricercaxinfo@gmail.com
sharedtrainingtorino@gmail.com
in collaborazione con
shared training torino
Come le pratiche corporee informano le scritture coreografiche? Questa è la domanda che verrà indagata durante la terza residenza di Workspace Research & Dramaturgy con Cinzia Sità e Donatella Morrone Mea Morris.
Silenzio.
Pensiero. Forma.
Punto.
Astrazione materica. Concentricità.
Forme udibili. Visibili.
Riposo-Respiro-Risonanze
Contatto Radici-Liberare orientamenti
Sui Pieni e Sui Vuoti.
Per Scrivere e Leggere, attraverso il corpo, asimmetrie sparse
willin’_resting practice di Cinzia Sità
Punto, linea, superfice di Donatella Morrone
per maggiori info:
Donatella Morrone :: web
Cinzia Sità :: web
quellocheproponiamosonoaspettidellacontemporaneitàmaanchedellaspecificitàdelpassatoedelGESTOedellattenzionechesiconcentranosuunlinguaggioelaboratograzieadunaattentaOSSERVAZIONEdiriferimentinoncasualimaestremamentespecificiconquestiriferimentiabbiamodecisodistipulareconvoiunCONTATTOalfinediportarvidentrounCODICElinguisticocheilgestopuòprodurreoggiedomanimaancheieriilDESIDERIOditrasmissionedellinguaggioSIMULTANEOdelcodicecontemporaneodellaTECNOLOGIAdelcorpoattraversoilvideoelawebcamdescriveunFRAMEtracciandogestitradanzaenondanzaindicazionicoreograficheediletturavisivadelmovimentoilBALLOcontemporaneomanipiedistradadettagliocampolargovicinolontanopercorsocopiaASSENZAseguireincollandoscollandomanostretchseguinontiperdereascoltagiratinellospaziomoltogranderiduciilflussodettaglioZOOMvelocità32lentezzanomaperchétestetestotestosteroneballettodipechinoquiquidquoquapaperonehicetnuncohmygodcarpediemsaltaJUMPnonmollaremainevergiveupalloraorasiamoviaperchécredosentonontiperderemaliberalamenteeilcorpozenzoomzumbapasodobleoplàyineyangtaichilatinoclassicojazzfunkbeatboxjujuonthatbeatjujuonthatbeatjujuonthatjujuonthatjujuonthatbeat
Désir Mimétique di Jacopo Jenna
//Couchscore di Francesco Dalmasso, Elisa D’Amico, Alessio Mazzaro
per maggiori info:
Jacopo Jenna: jacopoj.it
Francesco Dalmasso: youtube
Workspace Ricerca X apre le porte al processo di ricerca di Ambra Pittoni e Sara Manente.
Un paesaggio democratico che include tecnologie malvagie, fermentazioni selvagge, performatività inefficaci e lavoro inoperoso. Introdotto da una foresta, l’esubero in dispersione culminerà in una lettera d’amore seriale.
Giovedì 25, ore 18 alla Lavanderia a Vapore di Collegno incorporeremo una ricerca ingovernabile, trasferiremo il suo disordine in centro città, sempre giovedì 25, a Torino da Clog, alle ore 20.30 dove articoleremo uno spazio più discorsivo e affettivo.
per maggiori info:
Sara Manente: https://saramanente.weebly.com/
Ambra Pittoni: http://www.ambrapittoni.com/
Tel. +39 011 4322902
biglietteria@piemontedalvivo.it
info
Tel. +39 340 54 34 897
ricercaxinfo@gmail.com
Partecipazione gratuita
E’ gradita la prenotazione.
*Questa giornata è realizzata con il sostegno della Fondazione Piemonte dal Vivo e inserita nell’ambito delle attività sostenute da Lavanderia a Vapore / Casa della danza network EDN
Negli ultimi anni il tema della r icerca artistica è diventato centrale nella discussione della creazione artistica, dell’alta formazione, dell’istituzionalizzazione dei processi di conoscenza.
Da una parte la ricerca viene intesa come luogo del potenziale, sovversivo e critico, rafforzando il ruolo epistemologico del processo artistico, dall’altra invece essa viene legittimata solo in quanto elemento fondante di c reatività e innovazione, essenziale per stimolare l’economia creativa.
Workspace Ricerca X – con il contributo speciale di Cristina Caprioli (coreografa e ricercatrice basata a Stoccolma, fondatrice di ccap) e l’intervento di Leonella Grasso Caprioli(ConsiglieredelMinistroMIURON..LorenzoFioramonti)-proponeunag iornata di studio per interrogarsi collettivamente su quali siano le strategie di sviluppo, consolidamento e internazionalizzazione per la ricerca artistica, dando luogo a uno spazio in cui le regolari modalità di presentazione, discussione e condivisione della danza sono sfocate a favore di nuove interpretazioni del cambiamento in atto.
Cosa succede quando un terremoto sconvolge il tuo ambiente domestico?
Soggetti e oggetti post-disciplinari creano le condizioni affinché la casa tremi, possa cambiare, ammorbidirsi, fondersi. Uno spazio per un terremoto domestico, pubblico e privato, un’installazione spaziale di oggetti e soggetti attraverso cui riflettere e immaginarelatrasformazionesaràattivad alle10:00alle00.00del9novembre2019in Lavanderia a Vapore per festeggiare l’ultimo giorno dell’annualità di Ricerca X.
HOME IN HOMELESSNESS >>> Il programma è articolato in quattro stanze: puoi scegliere quali di queste attraversare oppure partecipare all’intera giornata.

Come ‘pre-figurare’ ambienti di ricerca artistica per la danza contemporanea?
Attraverso una riflessione multi-scalare e transnazionale, tecnico-politico e artistica, dalle ossa alla policy, ci si propone di indagare i cambiamenti incrementali o shock endogeni che avvengono nella relazione tra comunità di pratiche, contesto istituzionale e dance based knowledge.
Quali sono le condizioni necessarie per creare, mantenere e ‘pre-figurare’ gli ambienti di ricerca all’interno di questo ecosistema? Quali cambiamenti emergono nelle pratiche coreografiche?
Con la partecipazione di:
Cristina Caprioli, coreografa ricercatrice, fondatrice ccap – organismo di produzione indipendente (Stoccolma)
Leonella Grasso Caprioli, Consigliere del Ministro MIUR ON. Lorenzo Fioramonti
Modera:
Carlotta Scioldo, dramaturg, dottoranda in Urban and Regional Development e coordinatrice dell’European Dancehouse Network
Gli artisti partecipanti di questa annualità Ricerca X 2019 #itsnotaboutexplaining condividono pratiche e materiali che hanno punteggiato il loro percorso andando a delineare possibili traiettorie di indagine.
con Alice Ruggero e Leo Merati, Riccardo Guratti, Annika Pannitto, Elisabetta Consonni, Elisa Turco Liveri, Lucia Guarino
Alice Ruggero e Leo Merati Come un pezzo di pane
Riccardo Guratti Intus et in Cute
Annika Pannitto The third Table
Elisabetta Consonni Ti voglio un bene pubblico
Elisa Turco Liveri Aporia
Lucia Guarino in.col.to – pratiche di biodiversità
Cristina Caprioli danza e discute sulla coreografia come ricorrenza prolifica e inclinante, e sulla percezione come partecipazione ripetuta e dispersa.
Cristina Caprioli è una delle coreografe più affermate e riconosciute a livello internazionale della scena svedese. A metà anni ’90 fonda l’organizzazione indipendente ccap, dove produce performance, installazioni, film, oggetti, pubblicazioni e altre coreografie, e conduce progetti di ricerca interdisciplinari di lungo periodo. Il suo lavoro coreografico si caratterizza per precisione, complessità e un’alta tecnologia del corpo. Tutte le sue produzioni sfidano i formati normativi e le economie di scambio del settore. Negli anni 2008-2013 è stata docente di composizione coreografica presso la Scuola di Danza e Circo (DOCH) di Stoccolma, dove ha sviluppato metodi e formati per la ricerca artistica. Ha ricevuto diversi premi e sovvenzioni e ha avuto un ruolo significativo nello sviluppo del discorso critico nel campo della danza e della coreografia in Svezia.
a cura di ALMARE
ALMARE si dedica ai linguaggi contemporanei che utilizzano il suono come mezzo espressivo, ritenendo interessante proporre un pensiero che eviti di frammentare in categorie esclusive le diverse pratiche legate al suono.
ALMARE ha collaborato con istituzioni e realtà nazionali e internazionali quali Cité Internationale Des Arts, Barriera Contemporanea, MACAO, NABA – Nuova Accademia Belle Arti, PAV-Parco Arte Vivente, Standards, Superbudda. Ha coinvolto artisti e ricercatori quali Adam Asnan, Luca Garino, Renato Grieco, Mauro Lanza, Enrico Malatesta. Membri: Amos Cappuccio, Giulia Mengozzi, Luca Morino, Gabriele Rendina Cattani.
con HERMANA9
Dj set, gran ballo finale
Lo spazio di lavoro si trasforma in uno spazio di svago. Cosa aspettarsi dall’ incontro informale?
* 13:00 > 15:00 Déjeuner sur l’herbe
Per il pranzo vi proponiamo un picnic indoor. Nel foyer troverete uno spazio preparato per la condivisione del pranzo al sacco. Voi portate il cestino, Ricerca X offre il caffè.
* 19:00 > 24:00 A la belle étoile
Aperitivo con vino e focaccia, drinks a seguire durante il gran ballo.
HOME IN HOMELESSNESS
con Cristina Caprioli, Leonella Caprioli, Riccardo Guratti, Alice Ruggero, Leo Merati, Annika Pannitto, Elisa Turco Liveri, Elisabetta Consonni, Lucia Guarino, Francesco Dalmasso, Ambra Pittoni, Erika Di Crescenzo, Andrea Macchia.
Questa giornata di studi è realizzata con il sostegno della Fondazione Piemonte dal Vivo e inserita nell’ambito delle attività sostenute da Lavanderia a Vapore / Casa della danza.


Il team di Workspace Ricerca X, in residenza nel mese di settembre 2020 negli spazi della Lavanderia a Vapore, propone un micro-paesaggio di pratiche e discorsi, per approfondire la riflessione attorno agli outcome della ricerca artistica. Un’apertura pubblica che gravita attorno alla domanda: quali formati di condivisione per la conoscenza prodotta in un processo di ricerca?
Nelle parole dell’artista belga Gosie Vervloessem: “How can a slow, almost invisible process be made apparent?” (Come può un processo lento, quasi invisibile, esser reso manifesto?).
Attraverso la presenza degli artisti invitati per questa annualità – Elisabetta Consonni (Milano), Mirko Guido (Stoccolma) e Sara Manente (Bruxelles) – e del tutor Bart Van den Eynde, insieme al team curatoriale del progetto formato da Erika Di Crescenzo, Francesco Dalmasso, Ambra Pittoni ed Elisa D’Amico, Ricerca X predispone un ambiente entro il quale articolare pratiche e discorsi, a partire da questa e da altre domande.
All’interno di RIDIAMO FIDUCIA AI CORPI di Lavanderia a Vapore
Può essere la festa un luogo dove il pubblico incontra le pratiche artistiche? Può essere l’Arte un momento di divertimento condiviso? Venerdì 21 aprile Workspace_Ricerca X – piattaforma per lo sviluppo e il sostegno della ricerca artistica curata da Carlotta Scioldo e Erika Di Crescenzo (Ass. StandOrt) organizza, in collaborazione con Superbudda – Creative Collective, MAKING DANCE _ FICTIONAL PARTY, un’evento , una festa per creare uno spazio di confronto diretto e informale tra gli artisti in residenza e il pubblico. Questa volta infatti gli artisti “escono dal teatro” e si spostano negli spazi del Superbudda (uno dei più interessanti luoghi della sperimentazione e produzione artistica torinese, nello stesso tempo anche un noto club che ospita concerti ed eventi culturali), e organizzano una vera festa.
Programma della serata prevede molteplici micro interventi artistici, che spaziano tra danza contemporanea, performance, arti visive, digitai art e musica, ideate appositamente per l’occasione dagli artisti in residenza: Claudia Adragna, Francesca Antonio, Amina Amici, Francesco Collavino, Francesco Dalmasso, Elisa Ferrari, Donatella Marrone, Lucia Palladino. Un sfida per trovare delle nuove modalità per far incontrare l’arte con il divertimento, la ricerca artistica e il confronto con il grande pubblico. La festa viene intesa come momento dell’incontro, dell’imprevisto, dell’aspettativa, del piacere.
Come luogo di sperimentazione e ricerca, dove la comunità incontra se stessa. E’ l’occasione in cui il gesto si trasformi in danza, e la danza in coreografia. Ingresso libero con tessera Superbudda 2017, il contributo per la tessera annuale è di€ 5,00, info http://www.superbudda.com/tesseramento Il MAKING DANCE _ FICTIONAL PARTY si svolgerà nell’ambito della terza sessione annuale del progetto Workspace Ricerca X – piattaforma per lo sviluppo e il sostegno della ricerca artistica curata da Carlotta Scioldo e Erika Di Crescenzo (Ass. StandOrt), che ospiterà ad aprile 9 coreografi provenienti dal territorio nazionale: Lucia Palladino, Francesco Dalmasso, Francesco Collavino, Francesca Antonino, Amina Amici, Donatella Morrone, Claudia Adragna, Dario La Stella. lavoro si svilupperà nell’arco di due settimane – da martedì 18 aprile a domenica 30 aprile negli studi della Lavanderia a Vapore di Collegno. A partire da dicembre del 2016, i coreografi sono impegnati nello sviluppo di un personale progetto di ricerca artistica affiancati da Ricerca X e da tutors internazionali, attraverso la condivisione di pratiche con modalità quali, per esempio, il peer-coaching. Ospiti di questa sessione saranno il tutor italo-tedesco Marco Berrettini, coreografo della compagnia Melk Prod, di ritorno da Parigi dove ha recentemente debuttato con la sua ultima creazione iFeel 4, presso il Centro Nazionale della Danza di Pantin; ed Elisa Ferrari, ca-fondatrice della compagnia Pirate Jenny e dal 2009 danzatrice e assistente alla creazione per la compagnia Ambra Senatore.
Il progetto Workspace_Ricerca X, direzione di Carlotta Scioldo e Erika Di Crescenzo (ass. cult. StandOrt), è una piattaforma per lo sviluppo e il sostegno della ricerca artistica attraverso il supporto artistico e operativo di professionisti nel campo della danza contemporanea e performance. Workspace, il termine di impronta europea indica un centro specializzato nella ricerca applicata di una o piu discipline artistiche al fine di produrre conoscenza basata sull’innovazione. Il lavoro si sviluppa in cinque fasi di due settimane ciascuna (da novembre 2016 a novembre 2017) in cui 9 giovani autori condividono il loro lavoro con gli altri professionisti selezionati, si confrontano periodicamente con il pubblico e sono accompagnati da tutors internazionali, dramaturg del processo creativo. Durante ogni fase di lavoro sono previste due tipi di apertura pubblica: THINKING DANCE, format di discussione teorica e MAKING DANCE condivisione di lavori coreografici, al fine di offrire al pubblico la possibilità di avvicinarsi al processo creativo e agli strumenti di creazione. Il focus del progetto e infatti stimolare il dibattito sulle pratiche performative contemporanee e sulle politiche culturali, attraverso la creazione di un network, analizzando la complessità dell’impatto economico e culturale di queste attività sul territorio. Tutors invitati sono Charlotte Zerbey, Cristina Caprioli, Marco Berrettini, Stefano Tommasini, Bart Van Den Eynde. Il progetto e realizzato con il sostegno della Fondazione Piemonte dal Vivo e in collaborazione con l’ Università degli Studi di Torino, Prof. Alessandro Pontremoli; Dance Hub Anghiari (Anghiari); Peer-coaching Company Blu (Sesto Fiorentino).