Dal 21 al 23 novembre 2025, torna il Research Camping per la sua quarta edizione, trasformando gli spazi della navata di Lavanderia a Vapore, dal foyer al teatro, in ambienti ibridi tra finzione e realtà, che diventano dispositivi per lo scambio e la disseminazione di processi di ricerca artistica. Il Camping non solo ospita ricerche ma si costituisce come una ricerca in sé protesa all’immaginazione di alternative sociali e politiche.
COS’È IL RESEARCH CAMPING
Durante il Research Camping la ricerca, da spazio intimo a porte chiuse, si fa piazza immaginifica per nuove politiche, una terra di mezzo che accoglie creazioni ancora in formazione e offre asilo a pensieri e immaginari alternativi alla retorica muscolare e al tempo affannato dell’efficienza e della produzione.
In un tempo ossessionato dallo scintillare del prodotto nuovo -e non sempre innovativo- e con rapida obsolescenza programmata, la ricerca offre lo spazio per risposte creative e inattese che spesso stratificano e rivitalizzano materiali e memorie con logiche circolari, associative e imprevedibili. Come la ricerca artistica può essere un navigatore della trasformazione che anima incessantemente le nostre cellule e i contesti in cui viviamo?
Attraverso la condivisione pubblica di pratiche individuali, la ricerca straborda e si fa corale dando vita a paesaggi visionari e allo stesso tempo esperibili attivando uno spazio comune ma fuori dal comune.
RESEARCH CAMPING 2025 – SLIDING BODIES
E se perdessimo la retta via? E se perdessimo la rettitudine e per farlo rinunciassimo alla postura eretta, per abbracciare, senza troppa gravità, l’atto stesso di cadere come coreografia di una nuova politica?
Research Camping 2025 indaga lo scivolare come postura e dinamica relazionale, come anatomia dell’interdipendenza, articolando tematicamente l’inclinazione verso ciò che è altro, non familiare, la circolarità della condivisione e il fallimento, scivolone per eccellenza, come poteri privilegiati per riscrivere simbolicamente un mondo nuovo che ripesca nel vecchio, nelle radici di uno stare insieme e di economie antiche.
Sovvertendo metaforicamente la narrazione che sigilla il momento di erezione, dal suolo, come tappa evolutiva dal primate al suprematismo, Sliding bodies riavvolge la percezione dello spazio-tempo, disorienta i corpi rinegoziando flussi e relazioni, generando movimenti oscillatori, atti di reciproco supporto e smarrimento collettivo: una prova che protendersi all’altro è un superpotere contro l’atteggiamento assertivo e delirante dell’egocentrismo
E se il potere non fosse più associato con la rigidità della forza e la performatività della sicurezza? Quando cadere ha smesso di essere meraviglioso svelamento?
Come si sta insieme su un piano inclinato?
Che cosa si vede se lo sguardo è obliquo? Cosa si prova?
Dove va la mia ricerca se la lascio scivolare? È solo mia? Chi o che cosa si porta dietro?
Sliding Bodies è un luogo di inclinazione, di spostamento dall’asse, di scorrimenti, scivolamenti, scivolate e perdite di equilibrio, di ribaltamenti e vertigini, dove l’atto di collocare la ricerca in una dimensione inclinata la scuote in tutta la sua instabilità.
Uno spazio-tempo in cui i moti oscillatori sussurrano nuove costituzioni, scrivono economie dello scambio, surriscaldano l’atmosfera grazie allo sfregamento da contatto, suggeriscono andamenti sinuosi in un continuo dondolare e circolare: bozzoli, amache, tensioni di forze e scivoli che incoraggiano la perdita della messa a fuoco per sfumare i confini.
Gli ambienti di questa edizione che incarnano queste dinamiche sono lo spaccio e lo scivolo: spazialità che incoraggiano pendenze, che sollecitano nuove modalità di relazione e negoziazione di equilibri precari, e invitano a ripensare le forme di condivisione di pratiche e materiali nella dimensione corale del Camping.
Questi ambienti si attiveranno con la condivisione di pratiche e materiali di ricerca, aperti alla comunità temporanea di artisti-ricercatori, di partecipanti e visitatori.
COSA CERCHIAMO
Invitiamo artiste/ricercatrici e artisti/ricercatori a inviare proposte articolate a partire dal proprio percorso di ricerca, in risonanza alle domande di questa edizione e alla dimensione del Research Camping.
Invitiamo proposte che non solo o non necessariamente esplorino tematicamente le parole chiave della call ma che le sperimentano in modo diretto con attitudini, metodi e posture.
I formati delle proposte possono essere:
Le proposte possono essere collocate in uno degli spazi del Camping:
Cosa succede nello spaccio? Scambi e movimenti fugaci, veloci, quasi impercettibili. Movimenti che lasciano tracce, da raccogliere, abbandonare, barattare o trafugare, come tesori segreti o reliquie nascoste. O forse si soffia su ingredienti abbandonati, per togliere la polvere o per diventare amiche della muffa. Lo spaccio accoglie proposte rivolte a piccoli gruppi o a singoli, collocabili in spazi ridotti focalizzati su scarti, trasmissione, archiviazione, recupero e stratificazione di materiali e riferimenti.
Discese morbide e corali, su strutture ripide e inclinate dove la superficie è smussata e permeabile. Uno spazio di disequilibrio e di posture instabili, dove occorre rinegoziare continuamente il proprio orientamento. Sovvertire la rigidità in favore di riassestamenti, scivoloni, adagiamenti, riposi collettivi e vedute dall’alto. Lo scivolo accoglie proposte collettive, per piccoli o grandi gruppi, da collocare in uno spazio ampio.
Tutte le proposte dovranno avere una durata massima di 30 minuti ed essere compatibili con la rotazione e la coabitazione delle altre proposte: la condivisione dello spazio e dei tempi è un principio curatoriale e organizzativo del Camping, inteso come esperienza collettiva e condivisa.
COSA OFFRIAMO
I partecipanti riceveranno un contributo economico di 300€ per residenti/domiciliati a Torino e nel raggio di 50km, o di 500€ se residenti a distanza maggiore.
Si richiede di essere in possesso di Partita IVA individuale o la possibilità di appoggiarsi ad associazioni o organizzazioni che possano emettere fattura.
Gli artisti e le artiste selezionate sono invitati a partecipare a tutte le giornate del Research Camping.
COME PARTECIPARE
Per inviare la propria proposta compilare questo form entro e non oltre il 15/09/2025
I risultati saranno comunicati via mail e resi noti nel sito www.lavanderiaavapore.eu entro il 15/10/2025.
Per info e domande contattare Anna Estdahl / Lavanderia a Vapore: estdahl@lavanderiaavapore.eu (attivo fino al 31 luglio e dal 01 settembre).
Research Camping 2025 – Sliding Bodies
a cura di Workspace Ricerca X e Lavanderia a Vapore
CREDITI Immagine Foto originale: S.Tsuchiya Elaborazione: Elisa D’Amico
Può il campo emergente della ricerca artistica essere ispirato dalle recenti riflessioni circa la storia e le metodologie sviluppate dalle scienze?
Il sistema sperimentale, così come definito dallo studioso Hans-Jörg Rheinberger è “un’unità base dell’attività sperimentale che combina gli aspetti locali, tecnici, strumentali, istituzionali, sociali ed epistemici”.
Un sistema sperimentale per essere efficace nell’attività scientifica dovrebbe essere stabile e riproducibile, ma anche variabile e non prevedibile, così da permettere di produrre risultati utili e talvolta inaspettati.
Come la teoria di Rheinberger può portare spunti interessanti alla riflessione sulla ricerca artistica? In quale modo gli artisti impegnati nella sperimentazione possono ampliare i loro valori artistici e produrre nuova conoscenza? Qual è lo spazio dell’esperimento in campo artistico?
Ne parleremo con Mario Benassai, fisico nucleare e biofisico, dal 1989 lavora nel settore spaziale su esperimenti a bordo dello Spacelab e della stazione spaziale internazionale in collaborazione con l’agenzia spaziale italiana, europea e la Nasa; e con Margherita Landi coreografa antropologa danzatrice, attualmente impegnata nella sua ricerca sulla sincronicità junghiana e quantistica.
Sarà inoltre presente Charlotte Zerbey, coreografa di Company Blu e tutor di questa seconda sessione di Ricerca X 2017. Fra gli altri ha danzato con Julien Hamilton, Steve Paxton, Sasha Waltz, Katie Duck.
Collaborazione / Cooperazione / Condivisione delle pratiche artistiche. Quali nuove strategie emergono nell’ecosistema delle performing arts?
Uno sguardo alle dinamiche di sviluppo e produzione di progetti artistici basati sulla cooperazione, collaborazione, scambio e auto-formazione attraverso la nascita di micro/macro comunità orientate e stimolate alla produzione di conoscenza.
Esperienze e esperimenti collettivi, collaterali, orizzontali, viventi, specifici, nomadi o stanziali, che interrogano e stimolano la nostra società, attraverso lo scambio di pratiche artistiche e di pensiero performativo.
Nella continua esplorazione e mappatura di queste strategie, ci si domanda quali nuove dinamiche vengono create a livello locale e globale dell’ecosistema culturale e quanto le pratiche artistiche “espanse” stimolino il sistema di produzione culturale.
* (termine da Alice Chauchat)
con la partecipazione di Eleanor Bauer (coreografa americana, performer, co-fondatrice della piattaforma open source di pratiche condivise Nobody’s Business), Sara Leghissa (Ass. Cult. Strasse – Nobody’s Business Italia) e Ambra Pittoni (everybodystoolbox.net), Carlo Salone (DIST, Politecnico e Università di Torino), Giorgio Salza (sociologo), Mara Loro ( Fondazione Piemonte dal Vivo ), TURN a_lab, DanzaCum, Senza Confini Di Pelle, Piattaforma Arte Spettacolo Conoscenza, Attivisti della danza (Firenze) e altri ospiti.
Dialogo con il pubblico e i danzatori/performer pertecipanti al progetto: Francesca Cinalli e Paolo De Santis, Sharon Estacio, Cinzia Sità, Teresa Noronha Feio e Francesco Sgrò, Ambra Pittoni, Elena Pisu. #thinkingdance #ricercax
Con le illustrazioni di Antonio Cioni, Michele Di Erre, Alessia Panfili, Milena Tipaldo
Qual è l’ecosistema ideale per la produzione artistica contemporanea? Tessuto urbano e processi creativi
Nella riflessione in cui la cultura viene considerata come possibile motore di un processo generativo socio-economico, ci si domanda quali siano le relazioni tra i processi artistico-creativi, formali e informali, e lo sviluppo urbano.
E’ in questo contesto che si denotano i possibili orizzonti in cui la pratica artistica singola e collettiva può acquisire un significato rilevante. Quest’orizzonte integrato ci porta a riflettere sulla posizione dell’artista contemporaneo.
Quali sono le esigenze di un artista oggi, e quali le richieste della sua città?
Lo sguardo rivolto alla dialettica innovazione e creatività, ci porta a riflettere, anche in campo di produzione artistica, non solo sulle fasi di produzione e circuitazione, ma soprattutto sulla fase della ricerca, come motore primo e necessario per nutrire l’intero ecosistema.
Si apre dunque un nuovo orizzonte della produzione creativo-artistica in cui i parametri di creazione, fruibilità e impatti sul contesto circostante sono in fase di nuova definizione.
A tale riguardo invitiamo con noi a parlarne
Cristina Caprioli – coreografa – compagnia Ccap (Stoccolma)
Carlo Salone – docente Politecnico sviluppo urbano
Luisa Perlo – curatrice, A.titolo
E con l’ulteriore partecipazione di
Fondazione Piemonte dal Vivo
Museo Ettore Fico
Coorpi Coordinamento Danza Piemonte
Progetto Diogene
Partecipazione gratuita
E’ necessaria la prenotazione scrivendo a ricercaxinfo@gmail.com
La parola “vago” porta con sé un’idea di movimento e mutevolezza, che s’associa in italiano tanto
all’incerto e all’indefinito quanto alla grazia, alla piacevolezza (Italo Calvino, Lezioni Americane).
Questo secondo significato si ritrova nella Poesia o al massimo nascosto nella parola “invaghito”, che di
solito preannuncia un fallimento. Andando oltre il fallimento – tale solo rispetto a parametri moderni e ormai decadenti di produttività – e seguendone con coraggio l’uso letterario e di buon auspicio, il Vaghissimo Mondo lancia una proposta immaginativa in una dimensione luminosa e futuribile.
La lecture performance delinea alcune caratteristiche di questo mondo ipotetico (Ad esempio: Un mondo in cui vige la metodologia dell’Enigma, Agli abitanti del V.M. il nervo vago funziona benissimo) e le spiega generosamente, invitando il pubblico ad esserci in prima persona. Attraverso letture, movimenti dimostrativi e immagini, passando per la poetica del Vago e dell’Indefinito di Giacomo Leopardi, si osserverà come la Vaghezza sia in realtà un varco azzardatamente positivo.
Seguendo l’interesse di Workspace Ricerca X per la sperimentazione sui formati di condivisione e sulle modalità di trasmissione dei saperi generati dalle pratiche artistiche, negli anni sono state invitate varie artiste a presentare il loro lavoro e pensiero in forma di lecture-performance.
Questo formato, come pratica artistica estesa, è particolarmente adatto ad articolare le modalità del conoscere generate dai processi artistici. Invece di rimanere ancorata alla tradizione dicotomica che vede la spiegazione critica da un lato e il lavoro artistico dall’altro, la lecture performance è in costante ricerca della possibilità di incarnare e spazializzare il pensiero.