William Mazzei
Artista residente

William Mazzei

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Corpo provato n.2 — Appunti per una drammaturgia del movimento (short version)

Cosa rende credibile un corpo?

Da questa domanda nasce una ricerca che vuole fungere da cartina di tornasole per William Mazzei, sia come autore sia come spettatore, attraverso l’individuazione e la verifica degli elementi che concorrono a rendere un corpo credibile.

Il progetto indaga il rapporto tra corpo, esperienza e drammaturgia, mettendo alla prova domande e pratiche in condizioni differenti e attraverso il confronto con altri artisti. La possibilità di lavorare in due periodi separati permetterà inoltre di osservare gli sviluppi della ricerca e ridefinirne, se necessario, le domande.

La drammaturgia viene intesa non come costruzione narrativa, ma come organizzazione delle relazioni tra corpo, tempo, spazio, azione, sguardo e imprevedibilità.

William Mazzei si diploma in Danza Classica nel 2017 presso Il Balletto di Castelfranco Veneto. Prosegue il proprio percorso nella danza contemporanea frequentando A.D.T. a Verona, diretto da Greta Bragantini, e lavora successivamente come interprete per diverse realtà della danza in Italia.

Nel tempo sviluppa un interesse sempre maggiore per la creazione e per la ricerca personale, privilegiando la possibilità di sperimentare liberamente senza la necessità di arrivare immediatamente a una forma definita. È curioso e attratto da ambiti diversi tra loro: oltre alla danza si interessa di musica, produzione musicale e tecnologia, in particolare della relazione tra hardware e software. Gli piace capire come funzionano le cose, smontare e ricomporre componenti, costruire strumenti e imparare nuovi sistemi.

Questa curiosità lo porta a muoversi continuamente tra discipline e linguaggi diversi, cercando connessioni e possibilità di sperimentazione anche al di fuori del proprio campo di partenza.

 

 

 

 

William Mazzei partecipa a: Edizione 2026,

Yasen Vasilev

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È possibile assistere a una performance con lo stesso sguardo con cui si osservano le onde del mare? THE MANY-HEADED BODY riunisce numerosi corpi in un unico insieme — che respira, pulsa e si muove come un organismo vivente, trasportato da ritmi più grandi di qualsiasi singolo corpo.

Crediti: Il progetto è stato precedentemente sostenuto, tra gli altri, dal Conservatorio Reale di Anversa, da Toplocentrala Sofia, dall’Akademie Schloss Solitude e dalla Taiwan Art Space Alliance.

Yasen Vasilev è scrittore, artista e drammaturg. Formatosi presso le accademie teatrali di Sofia e Shanghai, opera a livello internazionale nel campo della danza contemporanea e della performance. Collabora con artisti belgi delle comunità fiamminga e francese e, insieme a Milø Slayers, ricopre il ruolo di coordinatore artistico per Bâtard, una piattaforma con sede a Bruxelles dedicata alle pratiche emergenti e sperimentali. Le sue opere performative – NUTRICULA (2015), IMPOSSIBLE ACTIONS (2019) e THE MANY-HEADED BODY (2024) – nascono da un’intensa ricerca sul movimento sviluppata in dialogo con gli interpreti.

Foto ritratto: NOW studio Taipei 

Foto progetto: Po-Yuan Photography, Southern Jump, Kaohsiung

 

 

Foto ritratto: NOW studio Taipei 

Foto progetto: Po-Yuan Photography, Southern Jump, Kaohsiung

 

 

Yasen Vasilev partecipa a: Edizione 2026,

Jovana Malinarić

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Lines of Care è un progetto di ricerca performativa che indaga le pratiche di manutenzione come alternative epistemologiche e relazionali ai modelli dominanti di produzione artistica. Al centro sta la relazione tra lavoro, azione e tempo, in un presente in cui il lavoro artistico si organizza come un futuro retrospettivo, orientato verso un esito immaginato in anticipo. A partire da qui, il progetto esplora come la drammaturgia possa sostenere forme di attivismo epistemologico, inteso come pratica che interviene non solo sui contenuti del sapere, ma anche sui modi stessi in cui esso viene prodotto: chi produce conoscenza, attraverso quali azioni, in quali condizioni di tempo, visibilità e relazione. Propone così pratiche abitualmente considerate secondarie, come tradurre, annotare, trascrivere e citare. La drammaturgia vi appare come una postura insieme generativa e disturbante, orientata su attenzione, lavoro, ri/produzione e micropolitica della manutenzione. Il progetto è sostenuto dal Ministero della Cultura del Montenegro.

Sono una dramaturg migrante e multilingue, performance maker e docente universitaria. Ho conseguito il dottorato di ricerca in studi teatrali e performativi presso l’Università di Bologna, in collaborazione con l’Università di Utrecht. Sono co-fondatrice del progetto di ricerca artistica also.known.as, dislocato tra Italia e Montenegro, e attualmente sono co-direttrice artistica di Outis – centro nazionale di drammaturgia contemporanea. Attraverso il mio lavoro cerco di costruire relazioni tra la ricerca accademica e le pratiche creative nella convinzione che le prospettive artistiche possano trasformare non solo quello che sappiamo, ma anche il modo in cui lo sappiamo e di chi sono i saperi che vengono attenzionati.

foto progetto: ph. Paolo Foti

foto progetto: ph. Paolo Foti

Jovana Malinarić partecipa a: Edizione 2026,

Edizione 2026 – Writing, moving. Dramaturgies in the expanded field.

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Per l’annualità 2026, Workspace Ricerca X intende porre l’attenzione e indagare maggiormente la relazione fra drammaturgia e ricerca artistica.  Dopo aver dedicato un focus specifico alla pratica e al pensiero critico, l’intenzione è ora quella di osservare le interazioni e i margini di intersezione fra pratiche di ricerca e pratiche drammaturgiche, a partire dalla domanda: possiamo immaginare una drammaturgia della ricerca? 

Riattivando anche quest’anno un ambiente di ricerca complesso, che prende forma attraverso le sessioni di residenze condivise fra artistx osptii, guest e artistx curatori, in un formato orizzontale di scambio di pratiche, auto-formazione e peer-coaching, osserveremo e articoleremo ricerca e drammaturgia come pratiche interconnesse, continuando ad allenare il pensiero critico e una riflessività discorsiva intorno al fare artistico. 

 

Come uno sguardo drammaturgico osserva un processo di ricerca?
Come una postura di ricerca agisce sulla funzione drammaturgica?
Quali alleanze, frizioni e opportunità nascono dal loro incontro?
Possiamo immaginare una drammaturgia della ricerca?


Writing, moving. Dramaturgies in the expanded field è il programma di Workspace Ricerca X per il 2026, che si articola attraverso due residenze di ricerca, Research Camping – Shifting Bodies e alcuni appuntamenti pubblici, con il supporto di Lavanderia a Vapore / Fondazione Piemonte dal Vivo.

Visiting dramaturg

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Visiting dramaturg

Heike Langsdorf

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A Ricerca X, vorrebbe cogliere l’opportunità di una residenza di ricerca e di scambio per rispondere alle sue domande sui vari privilegi con cui vive e attraverso i qiali vive.
Cercherà di entrare in dialogo con se stessa come performer di un suo vecchio lavoro: BAGS (2010), nel quale il suo corpo muto, immobile e senza volto, completamente ricoperto di tela di sacco, funge da schermo di proiezione per gli astanti.
Durante le tre settimane di permanenza a Lavanderia, intende lavorare con interventi e scambi di testimonianze scritte e registrate.

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Heike Langsdorf è un’artista con base a Bruxelles che esplora le qualità performative della coreografia e del condizionamento all’interno e al di fuori del campo artistico-istituzionale: Formatasi come danzatrice, si collega al fare artistico, al pensiero e alla ricerca attraverso una continua esplorazione dei principi del movimento: chi dis- o abilita cosa per chi?
Lavora presso la scuola d’arte KASK di Gand come insegnante, mentore e ricercatrice. Insieme a Simone Basani, Alice Ciresola, Heike Langsdorf e Liselore Vandeput gestisce radical_hope e radical_house.

radical_house

Heike Langsdorf partecipa a: Edizione 2026, Edizione 2024,
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