Edoardo Mozzanega
artista residente 2022,
Camping 2022,
Edoardo Mozzanega partecipa a: Edizione 2022,
Chiara Prodi partecipa a: Edizione 2022,

Barbara Stimoli e Titta Cosetta Raccagni

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Barbara Stimoli e Titta Cosetta Raccagni partecipa a: Edizione 2022,

Arianna Perrone e Valentina Roselli

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Arianna Perrone e Valentina Roselli partecipa a: Edizione 2022,

Alessio Mazzaro e Fiona Winning

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Alessio Mazzaro e Fiona Winning partecipa a: Edizione 2022,

Martina Rusham

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Martina Rusham partecipa a: Edizione 2023,

Cristina Caprioli

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Cristina Caprioli è una delle coreografe più affermate e riconosciute a livello internazionale della scena svedese. A metà anni ’90 fonda l’organizzazione indipendente Ccap, dove produce performance, installazioni, film, oggetti, pubblicazioni e altre coreografie, e conduce progetti di ricerca interdisciplinari di lungo periodo. Il suo lavoro coreografico si caratterizza per precisione, complessità e un’alta tecnologia del corpo. Tutte le sue produzioni sfidano i formati normativi e le economie di scambio del settore. Negli anni 2008-2013 è stata docente di composizione coreografica presso la Scuola di Danza e Circo (DOCH) di Stoccolma, dove ha sviluppato metodi e formati per la ricerca artistica. Ha ricevuto diversi premi e sovvenzioni e ha avuto un ruolo significativo nello sviluppo del discorso critico nel campo della danza e della coreografia in Svezia. Nel 2024 riceve il Leone d’oro alla carriera dalla Biennale Danza di Venezia.

Cristina Caprioli partecipa a: Edizione 2019, Edizione 2015-16,

Alice Ruggero

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Ci occorre sempre un simbolo concreto per afferrare un’idea come si afferra un pezzo di pane. 
Ma non è mai il simbolo che potremmo supporre, quello calzante e perfetto.
Ma un’altra cosa che indica obliquamente, a una cert’ora propizia.

Cristina Campo
Lettere a Mita

Cosa ci coinvolge veramente? Quando sentiamo di fare parte di qualcosa?

Come un pezzo di pane s’interroga sull’appartenenza e sull’entusiasmo: il totale coinvolgimento di cui ognuno ha fatto esperienza durante una conversazione intorno a un tavolo o a un pensiero comune, in un momento preciso.

Il progetto ha una natura ibrida ed è nato dall’incontro con Leo Merati e dal desiderio di osservare insieme il movimento del mondo attraverso il video, la fotografia, la parola, il suono.
Spostandosi fra i diversi sguardi che ogni disciplina offre, il corpo è libero di fare esperienza della realtà e di trattenere, ogni volta, informazioni specifiche da tradurre in movimento. Analizzando dinamiche da punti di vista diversi, cerchiamo di avvicinarci allo sguardo obliquo, trasversale, di cui parla Cristina Campo, nella speranza che una traiettoria diagonale possa includere più prospettive ed essere il più possibile accessibile. Cerchiamo le tracce concrete che, come le briciole di Pollicino, ci portano ad afferrare un’idea – una sensazione, un’esperienza -, a darle corpo e forma, per poterla mettere sul tavolo, per condividerla.

Il movimento che c’interessa indagare, studiare, (ri)creare, è quello che porta due sconosciuti ad avvicinarsi fra loro o una persona a entrare in uno spazio in cui non è mai stata prima. Così come il corpo necessita di spazio per muoversi, Come un pezzo di pane necessita di invitare le persone a entrare, perché si nutre della relazione con loro e di ciò che ognuno desidera condividere.

In residenza insieme a Leo Merati.

Alice crede nella précision du hasard, nelle crepe da cui entra luce e nella poesia. Studiando tecnica Nikolais, Axis Syllabus e Composição em Tempo Real, si è convinta che danzare sia muoversi nel mondo e fra gli altri. Fatica a definire i contorni delle cose, trova fertili le zone di confine e i movimenti delle greggi. Alla ricerca artistica e alla creazione (Rivoluzione, 2018, con Lucia Palladino e Volumi, 2018, con Tommy Ruggero) affianca il lavoro per e con l’infanzia in teatro (BiancaNera, 2012), nelle scuole (Play Attention, 2017) e a PianoTerra, sede di QB Quanto Basta, per cui ha curato la rassegna FOP! | Piccoli passi da gigante, 2018-2019. D’estate, lavora in alpeggio, dove impara dagli animali che insegnano senza sapere e riesce a separare ciò che preme da ciò che pressa.

in.col.to
pratiche di biodiversità

un progetto di  Lucia Guarino
con il supporto alla collaborazione di  Emma Tramontana, PAV – parco arte vivente (Torino), Terzo Giardino – Firenze

in.col.to
pratiche di biodiversità

un progetto di  Lucia Guarino
con il supporto alla collaborazione di  Emma Tramontana, PAV – parco arte vivente (Torino), Terzo Giardino – Firenze

Alice Ruggero e Leo Merati partecipa a: Edizione 2019,

Alice MacKenzie

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Durante la residenza di Ricerca spero di sviluppare la mia ricerca sulle modalità con cui la narrativa speculativa e le partiture performative hanno il potenziale di costruire mondi temporanei, spazi in cui l’ignoto possa manifestarsi.

Attualmente sono impegnata a pensare, danzare e scrivere di zone umide, del potenziale coreografico dell’odore e della relazione intrecciata tra esseri umani e più-che-umani. Le zone umide mi hanno colpito per le strane dinamiche connesse al tempo. Terre fertili di fango e acqua.

Alice MacKenzie è un’artista della danza, performer e scrittrice di base a Stoccolma. La sua pratica intreccia la narrativa speculativa con le piante medicinali e le colture batteriche, che condivide sotto forma di performance, profumi e testi che trapelano. Come performer Alice ha lavorato al fianco di altri artisti in gallerie, foreste e palcoscenici di tutta Europa. Le sue commissioni più recenti includono pezzi per Sånafest, Nya Nya Norrland, Delta: An Ocean Call e una collaborazione con Siriol Joyner per Northern Sustainable Futures.

1.Image credit Pär Fredin.
Performer Alice MacKenzie
Performance Being With Deeper Softs choreographed by Kristin Nango

2. Image Credit Alice MacKenzie
From the work they opened their mouths to speak and the light poured out (2023) in collaboration with Siriol Joyner.

3. Image Credit Cato Lein (2022)

1.Image credit Pär Fredin.
Performer Alice MacKenzie
Performance Being With Deeper Softs choreographed by Kristin Nango

2. Image Credit Alice MacKenzie
From the work they opened their mouths to speak and the light poured out (2023) in collaboration with Siriol Joyner.

3. Image Credit Cato Lein (2022)

Alice MacKenzie partecipa a: Edizione 2024,

Hannah Krebs

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La mia ricerca attuale si concentra sulla narrazione, sul flirt attraverso il corpo danzante, il materiale scritto, sulla costruzione di mondi e sulla serietà del gioco. Uso l’immaginazione come un portale per scambiare assieme in un altro regno dove uno può diventare chiunque si senta come oggi. La mia ricerca sarà fortemente influenzata dalla mia ultima produzione “u n f i n i s h e d b u s i ne s s”, in cui ho studiato pose/immagini di pop-band maschili come i Backstreet Boys e i Linkin Park. Per riscaldarsi e trovare gioia nel sudare, mi piacerebbe condividere una lezione di Heavy Metal Ballet che ho iniziato a insegnare l’anno scorso.

Hannah Krebs (she/they) è una dance artist tedesca che vive tra Stoccolma (SE) e Colonia (DE). I suoi lavori rivelano un’urgenza rivolta alle fratture, utilizzando tecniche di costruzione di mondi semi-fittizi da una prospettiva femminista e critica. All’interno del lavoro della danza, Hannah crea scenari per inserire e allargare le crepe come sforzo comune per favorire l’immaginazione di un mondo radicalmente diverso.
Ha lavorato in vari festival e contesti come l’OutNow Festival, l’MDT di Stoccolma e il Weld. Come danzat* lavora con il Nature Theater of Oklahoma, Judit Förster e Ellen Söderhult.

Headshot picture credits Linda Wardal
Artistic research picture credits Gergely Ofner

Headshot picture credits Linda Wardal
Artistic research picture credits Gergely Ofner

Hannah Krebs partecipa a: Edizione 2024,