Adriana Borriello
lecture performance
Adriana Borriello partecipa a: Edizione 2019,

Mirko Guido

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Ha conseguito il Master in Pratiche Performative presso la SKH (Università delle Arti di Stoccolma). Lavora con la coreografia come pratica espansa, e costruisce spazi performativi attraverso un approccio transdisciplinare, utilizzando diversi mezzi, tra cui la danza, il video, il testo e le pratiche partecipative. Le sue ricerche si concentrano sull’esplorazione, la reinvenzione e la sperimentazione della costante negoziazione di ruoli, responsabilità, estetica ed etica che operano nel contesto della pratica coreografica. Nei suoi processi utilizza metodi ispirati a tecniche documentaristiche, strutture di gioco e pratiche somatiche. Mette in discussione e articola le distanze tra archivi personali e materiali ready-made, tra l’attenzione alla relazione con l’Altro con lo spazio e con le sensazioni corporee, tra il soggetto e l’oggetto, attraversando trasversalmente queste esperienze per destabilizzare separazioni dualistiche. I suoi primi lavori coreografici gli sono valsi il Primo Premio e il Premio del Pubblico all’ International Choreographic Competition di Hannover, e la nomination come Young Choreographer to Watch nella rivista Ballet Tanz. Ha realizzato opere per lo Staatstheater Saarbrücken e lo Staatstheater Wiesbaden, prima di dedicarsi a progetti come artista indipendente. Ha presentato i suoi lavori in Svezia, Italia, Francia, Serbia, Portogallo, Grecia, Germania e Svizzera, ed è stato in residenza presso centri artistici come PACT Zollverein, Uferstudios, Work Space Bruxelles, Summer Studios Rosas, Dansens Hus, c.off/CCAP, Saari Residence. Come ballerino ha fatto parte delle compagnie di danza del Theater Hagen, Tanz Theater Bielefeld, Staatstheater Saarbrücken, Staatstheater Wiesbaden e Cullberg Ballet, lavorando con una grande varietà di coreografi e sperimentando metodi coreografici molto diversi.

Mirko Guido partecipa a: Edizione 2021, Edizione 2020,

Elisabetta Consonni

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2020 artista residente

Partendo dai due lavori all’attivo Be water my friend e Ti voglio un bene pubblico, l’uno che affronta in maniera installativa il problema geopolitico inerente alla risorsa dell’acqua e l’altro, in linea con una ricerca portata avanti da anni, sulla relazione tra performativita’ e spazio pubblico, il quesito piu’ ampio che mi interessa ffrontare riguarda la relazione tra la pratica artistica e la pratica politica.

Come un aspetto politico viene indagato nel trasformarsi in prodotto artistico? Quanto di politico devo far rientrare nel processo di creazione?
Posso sperare in un impatto sociale e considerare il lavoro artistico come detonatore di cambiamento sociale?
Perche’ mi interessa tanto la questione arte-politica?

Il tempo dedicato a ricerca X diventerebbe quindi una sospensione dal tempo produttivo, per riflettere sulla piega che la mia pratica artistica ha preso negli ultimi anni, senza una necessita’ di cristallizzare il tutto in categorie ma almeno mettendone a fuoco certi aspetti.

Coreografa tutto, essere umani e disumani, oggetti mobili e immobili, mappe, interstizi e gruppi vacanze spaziali per costruire una rete di relazioni, sottili e forti, come il vetro di zucchero.

Laureata  in Scienze della Comunicazione con una tesi sulla costruzione sociale del corpo nella danza, frequenta The Place- London Contemporary Dance School (2004-2005) e approfondisce indipendentemente la ricerca in ambito performativo ed esistenziale in Olanda (2005-2009)  e in Polonia (2013-2015).

I suoi lavori Maquillage (2007), Fotoritocco (2012, vincitore di Presente Futuro Palermo 2012), Plutone (2016) e And the colored girls say: doo da doo da doo da doo (2018, progetto finalista a DNA appunti coreografici 2016 e Cross Award 2017) si situano nello spazio di dialogo tra la danza e altri linguaggi artistici. Dal 2013 è ideatrice di Ergonomica, un progetto di ricerca di arte performativa nello spazio pubblico e di dispositivi di attivazione della partecipazione civica . All’interno del progetto realizza le azioni site specific  We want to become architecture e Go with the flow ( Polonia, 2014), la costruzione coreografata di Pompenpurg Park (Rotterdam, Biennale di Architettura 2014), Il secondo Paradosso di Zenone ( 2016), Abbastanza Spazio per la più tenera delle attenzioni (progetto per la Biennale Danza di Venezia 2016) e cura, assieme a Connecting Cultures, il simposio Spazio Ergonomico (sempre nell’ambito di Biennale Danza 2016). Nel 2019 vince il bando Open- Creazione [Urbana] Contemporanea con il progetto Ti voglio un bene pubblico.

Elisabetta Consonni partecipa a: Edizione 2020, Edizione 2019,

Charlotte Zerbey

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Coreografa,danzatrice,vocalista.
E’ attiva da oltre 25 anni nel panorama della danza contemporanea in Europa e Stati Uniti.

Dall’83 è parte di Group/O di Katie Duck, è con Company Hamilton (UK, NL) nel 1993 e nello stesso anno con Parco Butterfly. Nel 1994 lavora con Sasha Waltz and Guests (D) alla prima produzione Twenty to Eight – Travelogue I Nel 1989 fonda Company Blu insieme ad Alessandro Certini e ne è co-direttrice e coreografa.
Premiata Danza&Danza 2000 per lo spettacolo Tempesta di Sogni, Charlotte è presente in festival internazionali quali Rotterdam Festival, Dance Umbrella Londra, Festival De Dansa Post Moderna Caracas, Festival A/D Werf di Utrecht, New York Improvisation Fest., L’Animal a l’Esquegna Girona, The Naked Stage Lujbjana, Tanz Tage Freiburg, Sic Festival Varsavia, ID Fest. Los Angeles, Radialsystem V Berlino, Milano Oltre, Fabbrica Europa Firenze.

Altre collaborazioni includono numerosi progetti estemporanei con artisti quali S. Paxton, P. De Groot, K. Simson, J. Hamilton, V. Sieni, A. Alessi, N.S. Smith, M. Tompkins, D. Zambrano e musicisti come T. Honsinger, M. Moore, La. Fishkind, A. Salis, S. Noble, M. Fantoni, M. Parente e N. Raffone, S Cortesi, per citarne alcuni.
È insegnante ospite presso E D D C (Arnhem-Dusseldorf), Dartington College of Arts (G.B.), Bewegungs Art (Freiburg), Studio Area (Barcellona), Accademia di Danza (Roma), corsi di formazione professionale in Italia come: Università Cattolica di Brescia, corsi di formazione provinciali di Milano, Lucca, Livorno, formazione CPDC Firenze e Centro Danza Company Blu. Dal 2011 insegna per la compagnia Sasha Waltz and Guests ed è annualmente ospite come insegnante di workshop e progetti performativi (Radialsystem V, Berlino).

Charlotte Zerbey partecipa a: Edizione 2016-17, Edizione 2015-16,

Bart Van Den Eynde

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Bart Van Den Eynde partecipa a: Edizione 2020, Edizione 2015-16,

Marco Berrettini

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Marco Berrettini partecipa a: Edizione 2016-17,

Guy Cools

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Guy Cools partecipa a: Edizione 2015-16,

Carlo Salone

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Carlo Salone è professore all’Università di Torino, all’Université ParisEst Créteil e all’Université Lyon 2Lumière, dirige il Master internazionale ITCILO “World Heritage and Cultural Project for Development” presso la Turin School of Development.

Si è occupato di politiche territoriali europee, sviluppo regionale e nuovo regionalismo e, più di recente, del ruolo della cultura e dell’arte nei processi di rigenerazione urbana e di placemaking, argomenti su cui ha pubblicato monografie e articoli anche su riviste internazionali.

Carlo Salone partecipa a: Edizione 2015-16,

Stefano Tommassini

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Stefano Tomassini è ricercatore presso lo IUAV di Venezia, insegna all’USI di Lugano ed è consulente per la danza per i programmi di LuganoInScena al LAC.

È stato Fulbright­ Schuman Research Scholar (2008­2009), Scholar­in­Residence all’archivio del Jacob’s Pillow Dance Festival (2010) e Associate Research Scholar all’Italian Academy for Advanced Studie in America della Columbia University (2011).

Dal 2013 al 2016 ha collaborato ai programmi del settore Danza della Biennale di Venezia. Nel 2016 ha ottenuto una residenza di studio presso Scenario Pubblico ­ Centro Nazionale di Produzione della Danza di Catania.

Stefano Tommassini partecipa a: Edizione 2016-17,